Venezia. Un euro a testa, cosa sarà mai? Non sarà un euro a incidere sulla spesa di una vacanza. Quell'euro, invece, per le casse comunali di Venezia potrebbe essere una manna. Basterà moltiplicarlo per un milione, per le mille migliaia di visitatori attesi quest'anno alla Marittima, dove sbarcheranno dalle navi da crociera, e allora diventerà un bottino. Un signor bottino: un milione di euro, in vecchie lire due miliardi. Il Comune di Venezia ci riprova. Vuole far pagare un ticket simbolico, appena un euro a testa, ai crocieristi. Trattandosi di un esercito di vacanzieri - nel 2006 sono stati 885mila, quest'anno la previsione è di sfiorare il milione -il ticket a carico dei crocieristi per le casse di Ca' Farsetti è più che appetibile. Solo che finora la Vtp, la Venezia Terminal Passeggeri che gestisce gli scali alla Marittima, ha detto no: le tasse portuali a Venezia sono già alte, incrementarle anche di un solo euro rischia di far scappare le compagnie armatoriali. E il porto di Venezia non può permetterselo. Michele Vianello, vicesindaco con delega al Bilancio, ci aveva provato lo scorso autunno, in fase di redazione della manovra finanziaria comunale: parole sue, si era presentato alla Vtp «con il cappello in mano», quasi a chiedere un piacere. Il rifiuto era dato per scontato. Adesso, però, ci riprova. Cambiando completamente strategia. «Ci serve un provvedimento legislativo, serve a noi e alle altre principali città turistiche italiane, Firenze e Roma», dice Vianello. Non è un appello al governo, piuttosto un sollecito: l'ultima volta che è calato a Venezia per parlare di turismo e di costi che gravano sulle città d'arte, il ministro Francesco Rutelli si è impegnato a presentare un provvedimento che consenta alle amministrazioni di far pagare in qualche modo ai visitatori i costi per la pulizia e la manutenzione dei centri storici. Vianello, che aspetta la nuova "legge" per poter poi pensare al bilancio del 2008, puntualizza: «Non saranno misure vessatorie. Certo, bisognerà stabilire come e in che misura chiedere una contribuzione all'intera filiera turistica». Chiedere senza rischi di ricorsi al Tar e senza presentarsi più «col cappello in mano». E chiedere anche ai crocieristi. E gli yacht? A Ca' Farsetti fa discutere la proposta di tre consiglieri della maggioranza, Franco Conte, Vittorio Pepe e Giovanni Salviate, tutti e tre della Margherita, di prendere spunto dalla Sardegna e, quindi, tassare gli yacht. Anche perché, sostengono i tre, non si tratta di barchette ma di natanti imponenti, per la maggior parte ormeggiati in Riva Sette Martiri, dove spesso e volentieri si registrano lagnanze dei residenti. La proposta, dunque, è di applicare agli yacht quel che già si fa con i pullman turistici: si entra a Venezia pagando. Proposta irricevibile, ha tagliato corto il vicesindaco. Prima di tutto perché Riva Sette Martiri non appartiene al Comune, ma, come tutte le banchine, all'Autorità portuale. In secondo luogo perché «sarebbe da schizofrenici tassare il turismo ricco e di qualità com'è appunto quello degli yacht, visto che abbiamo sempre detto che il nostro problema è costituito dal mordi-e-fuggi». Gli yacht, dunque, sono salvi. Continueranno a ormeggiare in Riva Sette Martiri e a breve, appena finito il restauro, nella nuova banchina Adriatica. Il problema per i maxi yacht (ce ne sono che superano i sessanta metri di lunghezza), semmai è un altro: tante richieste, pochi spazi disponibili. E i crocieristi? Su quelli il Comune di Venezia non molla. Dice il vicesindaco Vianello: «Noi non vogliamo tassare il turismo di qualità, ma il mordi-e-fuggi, i milioni di visitatori che dal Tronchetto arrivano in centro storico». I passeggeri delle navi bianche non rientrano propriamente in questa categoria, ma rischiano di essere ricompresi nel «progetto organico» che Ca' Farsetti si appresta a varare per l'intera filiera turistica. In fin dei conti, dicono in Comune, un euro a testa dopo essere entrati a Venezia percorrendo il Bacino di San Marco e godendo di una vista mozzafiato, cosa sarà mai?
Il Gazzettino
27 Aprile 2007
Venezia, un euro di tassa da ogni crocierista
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