LIncomunicabilità è ormai ufficiale. Caso pavimentazione del Rettifilo, il soprintendente Enrico Guglielmo lancia lultima ingiunzione al Comune, con sessanta righe severe inviate allassessore Giorgio Nugnes. Il senso: «I paramenti del "decoro borghese" di corso Umberto non possono galleggiare in una distesa indistinta di asfalto». E Palazzo San Giacomo, che ha appena incassato anche lanaloga diffida inviata da intellettuali e urbanisti capitanati da Marotta, non risponde, ma attende di approvare quella spesa di 2 milioni previsti in bilancio alla voce (non ufficiale) dellintervento che prevede, appunto, asfalto. Guglielmo ribadisce in due cartelle che per il suo ufficio resta «inaccettabile», sotto molti profili, lipotesi della pavimentazione con tappetino bituminoso sia pure in via temporanea. «Anche perché - sottolinea sarcasticamente - lesperienza ci insegna che a Napoli non cè più nulla di più definitivo di ciò che viene annunciato come provvisorio». Inoltre il soprintendente definisce infondate una volta per tutte «le questioni di urgenza e i problemi di ordine pubblico connessi al degrado» dellarteria. «Tali condizioni non derivano da una emergenza imprevedibile, ma costituiscono il risultato di una prolungata assenza di ordinaria manutenzione». Quindi, è la tagliente chiosa di Guglielmo, «i timori per la pubblica incolumità (sollevati dal Comune, ndr) devono indurre responsabilmente ad iniziare gli interventi di manutenzione con la massima urgenza che le circostanze richiedono». (co.sa)