Via il vincolo del Ministero dei Beni Culturali dal Palazzo del Cinema e da tutta l'area della Mostra compreso l'ex Casinò per ristrutturarla, ampliarla e riordinare il cuore del Festival. E' l'obiettivo del presidente della Biennale Franco Bernabè, che ne ha già parlato con il ministro Giuliano Urbani. «Ci stiamo lavorando spiega Bernabè anche perché esiste un bellissimo progetto di ristrutturazione del Palazzo dell'architetto Rafael Moneo, vincitore di concorso, inattuato. Per il resto dell'area della Mostra, basta realizzare il progetto già concepito nel 1938, estremamente razionale». Tra gli obiettivi, anche la costruzione di due nuove sale da 2000 posti ciascuna, la riqualificazione del Palagalileo, l'eliminazione della struttura temporanea del PalaBnl, portando il totale dei posti della Mostra da 5 mila a 7 mila. Uno dei primi obiettivi è l'ampliamento della Sala Grande del Palazzo, ora bloccata a mille posti perché vincolata. Il presidente della Biennale tracciando ieri un primo bilancio di questo Festival, ha ribadito la sua intenzione già espressa all'inizio della manifestazionedi mantenere Moritz de Hadeln alla sua guida. «Proporrò di nuovo la nomina di de Hadeln al consiglio d'amministrazione della Biennale ha dichiarato perché ha fatto un ottimo lavoro, ma è un lavoro di tutta una squadra e non del singolo. Soprattutto non voglio che la struttura organizzativa dipenda da un uomo solo». Ma il primo obiettivo è ora per Bernabè il rilancio delle infrastrutture della Mostra, partendo appunto dalla rimozione del vincolo dei Beni Culturali, posto da Giulio Andreotti, quando, ancora presidente del Consiglio, reggeva ad interim anche quel dicastero. «La zona insiste Bernabè deve diventare un salotto, lungo dall'Excelsior fin quasi al Des Bains. Bisogna riqualificare tutta l'area come si è fatto per tante grandi piazze italiane. Qui al massimo rifanno un po' l'asfalto, il resto è quasi fatiscente. Per questo ho bisogno di disponibilità da parte del Comune e mi sembra che ci siano segnali verso questa direzione». Soddisfazione per la copertura televisiva di Rai e Raisat, ma con l'obiettivo di fare di più. «Mi sono reso conto osserva il presidente della Biennale che i grandi sponsor, le maggiori aziende non conoscono la Mostra, dunque non ne capiscono il potenziale, n Festival di Venezia non deve fare concorrenza a Cannes e Berlino, ma dovrebbe essere percepito come una declinazione del made in Italy, in termini di qualità, piacevolezza, glamour. Cannes e Berlino sono festival che hanno una serie di infrastrutture che non abbiamo e non avremo in futuro». Poi qualche dato: dagli sponsor privati si è passati da 600 mila euro a 1800 di contributi. Gli spettatori in media al giorno sono stati 15 mila (poco meno della metà gli accreditati) per un totale ad oggi di 150 mila presenze. Per Bernabè la riqualificazione deve riguardare anche il pubblico. «Lo vogliamo appassionato e motivato insiste anche a costo di sostenere qualche sacrificio. Un pubblico di massa, per come sono le nostre strutture, non lo potremo mai avere. Abbiamo quasi del tutto eliminati i biglietti omaggio, diventati negli anni una specie di fringe benefit per i veneziani». Sulle lunghe code e i molti giovani rimasti fuori dalle proiezioni, il presidente fa catenaccio: «E' successo solo all'inizio, poi con le proiezioni supplementari il capitolo è stato risolto». Per i superprezzi di ristoranti e alberghi al Lido, Bernabè osserva che fin quando vivranno di 15 giorni l'anno, quelli della Mostra, le cose non cambieranno. Spetta piuttosto alla Società eventi e congressi, che gestisce le strutture del Casinò e del Palazzo del cinema, «riuscire a rilanciare in un posto bello e unico come quello del Lido il turismo congressuale. Se non è in grado di farlo, dovrà pensarci qualcun altro».