Qualche giorno fa, presso la quarta commissione (Urbanistica, ndr) del Consiglio regionale, è iniziato l'esame della proposta di piano territoriale regionale adottata dalla Giunta regionale il 30 novembre dello scorso anno. L'evento è stato accompagnato da ottimistiche dichiarazioni di numerosi esponenti della Giunta e del Consiglio regionale. Infatti, le premesse non sono incoraggianti, perché il progetto proposto non sembra idoneo a risolvere gli urgenti problemi del governo del territorio in Campania. La politica dev'essere l'arte del possibile e deve essere concreta ed efficace. E' noto che la Campania è caratterizzata dalla mancanza di una disciplina organica e aggiornata degli interventi sul territorio. Manca del tutto una normativa di coordinamento degli interventi d'interesse sovracomunale (a livello provinciale e regionale). Anche nell'area metropolitana di Napoli, i territori comunali - pur essendo caratterizzati da uno sviluppo edilizio senza soluzioni di continuità - sono disciplinati da piani urbanistici approvati con un'ottica municipalistica e, nella maggior parte, vecchi e superati. D'altro canto, l'abusivismo edilizio è diffuso e, per lo più, incontrastato, anche in difformità dai detti piani. E' evidente, quindi, che non servirebbero indirizzi generici o complicati, mentre è evidente l'urgenza di avere un piano territoriale regionale, che rechi semplici e concrete previsioni degli insediamenti e delle infrastrutture d'interesse sovracomunale e delle norme di tutela paesistica e ambientale, nonché le direttive per la formazione dei piani urbanistici sottordinati (provinciali e comunali). In particolare, fra i tanti, vanno segnalati due errori da evitare. Il primo riguarda la disciplina per la tutela del paesaggio. Linee guida per il paesaggio in Campania e la stessa "Intesa istituzionale" firmata con il ministero per i Beni culturali nell'ottobre del 2006 non sono sufficienti a risolvere il problema del piano paesaggistico posto dal vigente codice dei beni culturali. Secondo l'articolo 143 di tale legge, Regione e ministeri dei Beni culturali e dell'Ambiente possono stipulare intese per l'elaborazione congiunta del piano paesaggistico con riferimento all'intero territorio regionale. Trattasi, cioè, di un piano settoriale diverso dal piano territoriale regionale. Se non si provvederà in tal senso, i piani territoriali (regionali e provinciali) e i piani urbanistici comunali non darebbero alcuna certezza, in quanto qualsiasi intervento su gran parte del territorio (che è soggetta a vincolo paesistico generico) sarebbe subordinato al parere vincolante della Soprintendenza. Pertanto, qualsiasi intervento, pubblico o privato, conforme al piano urbanistico vigente dipenderebbe caso per caso dal giudizio di un funzionario statale, sulla cui infallibilità è legittimo dubitare, a parte l'evidente ostacolo alla realizzazione di una politica di programmazione. Un altro errore è contenuto nel disegno di legge, che accompagna la proposta di piano territoriale. Gli enormi ritardi nell'approvazione dei piani urbanistici impongono la necessità della semplificazione dei procedimenti di approvazione dei medesimi. La legge regionale 16 del 2004 ha semplificato soltanto la procedura di approvazione dei piani urbanistici attuativi. E' incredibile la proposta di modificare questa legge, rimettendo a una costituenda conferenza permanente di pianificazione anche l'esame dei piani urbanistici attuativi. E' curioso, poi, che tale nuovo organismo sarebbe costituito dall'assessore regionale al governo del territorio, dal presidente della Commissione consiliare regionale competente, dal consigliere economico del presidente della Giunta e dall'assessore provinciale competente. A parte questa versione aggiornata del manuale Cencelli, è evidente che sarebbero del tutto trascurate le esigenze di rispetto dei limiti dell'autonomia comunale, nonché di rapidità dei procedimenti.
CAMPANIA Al bivio il Piano territoriale regionale
Il Consiglio regionale ha iniziato l'esame della proposta di piano territoriale regionale adottata dalla Giunta regionale. L'evento è stato accompagnato da dichiarazioni ottimistiche, ma le premesse non sono incoraggianti. Il progetto non sembra idoneo a risolvere gli urgenti problemi del governo del territorio in Campania. La regione è caratterizzata dalla mancanza di una disciplina organica e aggiornata degli interventi sul territorio. Manca una normativa di coordinamento degli interventi d'interesse sovracomunale. L'abusivismo edilizio è diffuso e incontra l'opposizione dei piani urbanistici vecchi e superati.
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