L'Ente per le Ville Vesuviane aprirà nuovi cantieri. Incrementeremo opere e restauri grazie a un intervento che sfiorerà i 35 milioni di euro e darà luogo a sicuri nuovi posti di lavoro. Ad affermarlo è Arnaldo Sciarelli, napoletano, dal 31 marzo alla guida dell'Arcus, neo Commissario Straordinario dell'Ente per le Ville Vesuviane. Velocizzare con i soci e con il Ministero a cui rimarrebbero solo funzioni vigilanti - il cambio di ragione sociale dell'Ente per le Ville Vesuviane. Trasformandolo in una fondazione di diritto privato, ferma restando la proprietà pubblica. E' questa la principale sfida di Arnaldo Sciarelli, neo commissario straordinario dell'Ente per le Ville Vesuviane e che ieri, a Palazzo Reale, mette in luce programmi e obiettivi del suo insediamento: "Assieme a Paolo Romanello, direttore dell'Ente, stiamo vagliando lati positivi e negativi di questo cambiamento. E tentando di trovare possibili soluzioni per mediare il concetto di ente pubblico rispetto a quello di fondazione".Sciarelli, napoletano, classe 1947, da sempre socialista e iscritto nelle liste dei Ds, sottolinea anche che, tra le prossime attività istituzionali, vi è lo stanziamento di circa 35 milioni di euro per riqualificare e incrementare il patrimonio culturale e ambientale delle Ville vesuviane del XVIII secolo: "Ci sarà annuncia l'apertura di ulteriori cantieri che darà luogo a nuovi e sicuri posti di lavoro in Campania". Tra le iniziative in programma quella dell'anticipazione del festival del teatro con inizio degli spettacoli a inizio luglio invece che ad ottobre, a differenza del passato. Fare sistema e puntare ad avvenimenti internazionali di richiamo sono poi, per Sciarelli, le strade giuste per rilanciare in regione un settore, quello del turismo, che può diventare la prima grande industria di questo paese. Ma non basta. " Il Governo aggiunge - deve risolvere il problema, ancora evidente, della sicurezza e delle infrastrutture. Solo così Napoli potrà stare al centro dello scenario artistico e culturale del Mezzogiorno". Sciarelli, nominato di recente anche neocommissario straordinario dell'Arcus, la società per azioni che opera a livello nazionale per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo, si sofferma quindi sui pochi investimenti da parte dei privati: "questo dice è un paese di capitalisti senza capitale. Nel settore della cultura, dell'arte bisognerebbe invece fare molto di più, muovere ulteriori passi in avanti". E finanziamenti troppo esigui da privati, valgono soprattutto per la questione del San Carlo: "le sorti di questo teatro mi stanno molto a cuore. evidenzia -. Del resto la mia azienda di famiglia è da tempo sostenitrice ufficiale del Massimo napoletano. Al contempo vedo ancora troppo poco interesse da parte degli imprenditori a rivitalizzare lo scenario culturale partenopeo. Per cercare di risollevare le sorti di quello che, a mio avviso, rappresenta il maggiore teatro al mondo".