Non ci facciamo caso: sotto i nostri occhi avvengono drammi che non avvertiamo. Ci risvegliano i teloni dei cantieri: perché il grande lenzuolo sulla facciata del Duomo ? Ma perché la pietra è fragile, e non regge l'aggressione degli agenti chimici come invece ha saputo fare per secoli con quelli fisici: il vento e cena pioggia d'una volta, non "acida" e non velenosa. A Milano non ci si mette ancora d'accordo su un punto: se la città sia o no definibile «città d'arte». Così, la sorte d'una parte del suo patrimonio artistico - le sculture e molti monumenti - non suscita i dibattiti appassionati che si sollevano a Firenze o a Roma, a Venezia. Eppure, l'inquinamento atmosferico è sempre più forte (perché, sennò, torneremmo a parlare di «targhe alterne» e «domeniche a piedi»?) Non ce ne accorgiamo, ma qualche contromisura si tenta anche a Milano: non piaceranno, ma le copie delle opere d'arte in pietra - come si è fatto altrove - rappresentano spesso la sola salvezza possibile. Negli anni '80, gli altorilievi originali di Porta Nuova (in piazza Cavour) furono staccati e conservati in luogo sicuro, e al loro posto ebbero appunto spazio le copie. Sarà inevitabile continuare su questa strada, e allora bisogna parlarne: i milanesi devono sapere.
Le copie per salvare il vero?
Il testo discute l'inquinamento atmosferico a Milano e il suo impatto sul patrimonio artistico della città. Le sculture e molti monumenti sono stati danneggiati dall'inquinamento, e la città è diventata meno "d'arte" a causa di questo problema. Alcuni tentativi di contromisura sono stati fatti, come la creazione di copie delle opere d'arte in pietra, come ad esempio le copie degli altorilievi originali di Porta Nuova. Il testo conclude che i milanesi devono essere informati su questo problema e che la situazione potrebbe continuare a peggiorare se non si prendono misure per proteggere il patrimonio artistico della città.
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