Cara Europa, avrete seguito anche voi la polemica, scoppiata grazie ad Antonio Ricci e "Striscia la notizia", sul progetto di costruire ad Albenga, centro storico medievale su un promontorio della Liguria di Ponente, un grattacielo di 4 edifici con altezze fra i 70 e gli 80 metri. Progetto di un noto architetto spagnolo, giunta comunale di centrosinistra, destinazione ad appartamenti da 500 mila euro l'uno, per complessivi 23 milioni. «Le torri del magna-magna», le ha definite Ricci. Abbiamo a Roma il ministro dei beni culturali Rutelli e quello dell'ambiente Pecoraro Scanio: potranno salvarci loro dalla caduta di questo sconvolgente meteorite, che distruggerebbe uno dei pochissimi lembi di Liguria ancora non devastati dagli speculatori? Olga Pautasso, Albenga (sv) FEDERICO ORLANDO RISPONDE Lei non ha seguito la campagna che un giornale romano ha condotto in più puntate per valorizzare l'iniziativa dello studioso comunista Alberto Asor Rosa, contro la distruzione di zone sublimi del paesaggio toscano, a opera di giunte comunali sia di centrodestra che di centrosinistra. Del resto, quando qualche anno fa votammo per l'amministrazione della mia cittadina laziale, leggendo le liste ci guardammo sgomenti e ci domandammo: scegliamo cemento di destra o cemento di sinistra, o non votiamo? Scegliemmo il cemento di sinistra, che continua la deturpazione aperta dal cemento di destra. Non ho il minimo ele- Cara Signora, penso che i due ministri faranno fino in fondo il loro dovere, senza guardare al colore delle giunte locali che, del resto, sono ormai spesso dello stesso colore sul piano culturale e morale: il colore dei soldi. Forse mento per condividere la definizione di Ricci sulle «torri magna magna», ma ricordo che proprio in Liguria, nei primi decenni postbellici, nacque il neologismo "rapallizzazione" (dal nome di Rapallo, città storica del Levante) per dire devastazione speculativa e scempio senza fine; perfino a Santa Margherita Ligure si assiste da dieci anni a sventramenti della collina alle spalle della città, non potendo (a differenza degli olandesi) prosciugare il mare che è davanti e farne terreno o sabbia edificabile. Il signor Albero Teardo, presidente socialista della Liguria, fu l'ante litteram di Tangentopoli, così come il suo compagno Biffi Gentili di Torino, che tuttavia si trovò come sindaco un vecchio molosso come Diego Novelli, che alzò il telefono e chiamò la procura della repubblica. Altri fusti, altre palle. Mentre a Copanello, come scrive Stella, da venftianni non si riesce a concludere, e non conclude nemmeno il "governatore" Loiero, la distruzione dell'ecomostro che ha devastato il più bel luogo della Calabria jonica. Sappiamo però che è in arrivo per il ministro Rutelli un dossier sul progetto dei grattacieli di Albenga, e posso assicurarle che qui a Roma l'accoppiata di fatto Rutelli-Veltroni funziona egregiamente, con spiegamento di elicotteri, guardia di finanza e ruspe. Sappiamo che Pecoraro Scanio ha finalmente presentato il disegno di legge che istituisce il reato ambientale (discariche, rifiuti, inquinamento, liquami) e, a differenza dei romantici decreti Galasso, spalanca la galera per 10 anni e multe fino a 250 mila euro a chi inquina o costruisce con danno per paesaggio, flora, uomini e animali. Un gran passo di civiltà dopo tanta barbarie cementizia di destra e di sinistra. Aspettiamo al varco il Parlamento per conoscere l'eventuale colonna infame degli oppositori, che a difesa del "magna magna" faranno di tutto per sabotare il disegno di legge. In ogni caso, non perdiamoci di vista. Uniti, potremo difendere quel po' che è ancora difendibile dell'ex Bel Paese.