Come un colpo di martello, uno sfregio. Sulla spalla destra di una statua del Castello Sforzesco, la traccia del passaggio d'un vandalo? Tutto lo farebbe supporre, dalla pietra di fine '200-primi '300 raffigurante San Giovanni in preghiera, è saltato un pezzo circolare del diametro di 6-7 centimetri. Al gesto vandalico pensano i tanti visitatori che si avvicinano alla statua, alloggiata sotto il Portico dell'Elefante, nella Corte Ducale. No, invece: per una volta, il vandalismo non c'entra, la causa dello sconcio è da attribuire al sempre più aggressivo inquinamento atmosferico. Lo spiega lo stesso soprintendente del Castello, Ermanno Arslan, che con la pietra antica ha grande dimestichezza, vista anche la sua passata direzione del Museo archeologico: «L'atmosfera inquinata penetra nella struttura cristallina della pietra, e agisce fino al sollevamento di intere part. Il fenomeno può essere osservato anche sui capitelli del Cortile Rocchetta. Sulla statua del San Giovanni, esposta per secoli alle intemperie sulla facciata di San Giovanni in Conca (nell'attuale piazza Missori: la chiesa fu in gran parte demolita, in più riprese, tra ' 800 e' 900, ndr), in passato si sono verificati altri sollevamenti, tuttora visibili. Coglieremo questa occasione per avviare un restauro». Il «colpo alla spalla» del San Giovanni è d'altronde la spia di una generale situazione di inevitabile degrado. «Tutte le pietre e i marmi della città sono aggrediti - aggiunge Arslan -. A suo tempo, ho fatto restaurare tutto il materiale romano dell'Archeologico. Le pietre particolarmente aggredite erano quelle sistemate sotto il portico, al riparo dell'acqua. Può sembrare curioso, ma alcuni ritengono che la pioggia, lavando il materiale, lo ripulisca dallo sporco e da una parte degli agenti inquinanti». Pioggia o non pioggia, insomma, il patrimonio artistico e monumentale di Milano è sempre più a rischio-cancro. E rischia anche il prezioso altorilievo (1233) di Oldrado da Tresseno attribuito alla scuola di Antelami, sulla facciata del Palazzo della Ragione, in piazza dei Mercanti: smog e piccioni stanno man mano rosicando quel che rappresenta il primo ritorno al monumento equestre dopo l'età romana imperiale. «Per l'altorilevo di piazza dei Mercanti - annuncia Arslan - è già stato finanziato il restauro: anche Italia Nostra è impegnata nell'intervento». In autunno, col ritorno delle piogge e con l'aumento del traffico, le condizioni di salute delle pietre nobili e dei marmi milanesi peggioreranno, e si dive pensare a una mobilitazione continua. «Tutti i musei - dice il soprintendente del Castello - stanno affrontando il problema: la previsione è di passare ogni materiale esposto e non esposto al restauro». Può sembrare un paradosso, dice il soprintendente archeologo, ma in fatto di agenti inquinanti, la durissima pietra è perfino più sensibile dei nostri polmoni.