L'assessore provinciale Spataro auspica un finanziamento per far riprendere gli scavi a Pantalica Sortino. Un finanziamento per riprendere gli scavi archeologici nella zona della necropoli di Pantalica e mettere in atto il Piano turistico di fruizione della stessa necropoli. A sollecitare questi interventi è l'assessore provinciale alla Viabilità Carmelo Spataro. "Da parte della Provincia afferma Spataro si stanno prendendo dei precisi impegni per migliorare la viabilità della zona montana, ed in particolare quelle strade provinciali FerlaPantalica e Sortino-Pantalica. Però, non è solo la viabilità quella che potrà dare uno sviluppo turistico di questi luoghi, riconosciuti dall'Unesco patrimonio dell'umanità, ma dovranno esserci anche altri interventi che dovranno servire a renderli fruibili, con un certo ordine. A quanto mi risulta, questo Piano turistico al momento non c'è. Inoltre, secondo me, per richiamare l'attenzione su Pantalica, occorre andare, mediante degli scavi archeologici, oltre la Pantalica di oggi. Quello degli scavi è un mio vecchio pallino, tant'è che quando qualche anno fa ero consigliere comunale avevo fatto inserire un miliardo di vecchie lire nel bilancio della Provincia. Poi, non se ne fece nulla, forse perché non si trovò un accordo con la Sovrintendenza ai Beni culturali". Il Piano di fruizione turistica è quello che bisogna mettere in atto urgentemente, altrimenti se tutto viene lasciato all'improvvisazione, come è oggi, difficilmente si potrà avere quel rilancio turistico che tutti si aspettano. Per quanto riguarda gli scavi archeologici a Pantalica se ne parla da diversi anni, ma poi, anche per una carenza di fondi, tutto rimane fine a se stesso. Eppure, la necropoli di Pantalica, come affermò Vittorio Sgarbi quando qualche anno fa visitava questi luoghi, "è ancora da studiare e può darci e dirci tanto altro rispetto a quello che oggi si conosce". Tra l'altro se le ipotesi avanzate dall'archeologo Luigi Bernabò Brea, che a lungo studiò questi luoghi, potessero essere dimostrate da scavi archeologici, e quindi, dal ritrovamento di qualche reperto, si tratterebbe di una scoperta sensazionale. Infatti, l'illustre archeologo era convinto che proprio a Pantalica esiste la "città sepolta". Si tratterebbe di Hybla Maggiore, la città risalente all'età del bronzo (XIII secolo a.C.), che doveva sorgere proprio su questo altopiano ibleo, nella zona dove si trova l'Anaktoron, il palazzo del Principe. E fu attorno all'Anaktoron che Luigi Bernabò Brea eseguì degli scavi che dovette interrompere per una carenza di finanziamenti. Bisognerebbe, pertanto, riprendere gli scavi da là dove erano stati interrotti. Tra l'altro, una scoperta archeologica che confermerebbe la presa di Hybla Maggiore srabbe di grande interesse storico-archeologico, richiamando l'attenzione mondiale su questo sito.