Il Castello Sforzesco di Milano è a rischio. Sembra incredibile ma è proprio così. Più precisamente sono i muri e le coperture esterne ad essere in pericolo. A minacciare l'imponente struttura voluta da Francesco Sforza e conosciuta in tutto il mondo come uno dei simboli di Milano, sono le vibrazioni provocate dal passaggio della linea uno della metropolitana e l'inarrestabile crescita delle piante di edera. Del problema si sta occupando la Soprintendenza del Castello, istituita nel 1999. Per evitare danni alle strutture interne squadre di operai periodicamente provvedono allo sfoltimento dell'edera e alla sistemazione delle tegole di copertura. Al momento la situazione è sotto controllo ma non è certo che con il passare degli anni conseguenze più gravi possano mettere a rischio l'intero Castello. E' sicuro invece che i soldi utilizzati per queste spese di manuntenzione potrebbero essere impiegati per interventi più importanti. Sui danni causati dal transito della metropolitana c'è poco da fare. Interrompere o deviare il passaggio dei treni sotto il Castello significherebbe mandare all'aria piazza Cadorna e stanziare cifre esorbitanti per realizzare nuovi percorsi. «Il danno purtroppo è stato fatto quarant'anni fa, quando la linea uno del metrò venne progettata - afferma il soprintendente del Castello, Ermanno Asler - è assurdo che nessuno a quell'epoca si preoccupò di evitare che le rotaie tranciassero di netto una parte dei sotterranei».«Come è ingiustificabile - sottolinea Asler - che non si siano cercati percorsi alternativi lontani dalle mura del Castello e dalla possibilità di arrecare danni alle strutture dell'edificio». Secondo il soprintendente quello compiuto dagli amministratori di quegli anni è stato un danno ignobile anche sotto il profilo storico-culturale. «E' inconcepibile che una parte dei sotterranei non sia accessibile a causa dei muri di cemento innalzati per la realizzazione della metropolitana. La galleria che andava verso Piazza Cadorna, utilizzata da Ludovico il Moro per sfuggire ai francesi è chiusa e non ci è dato a sapere cosa ci sia oltre quei muri». Un vero peccato soprattutto se si considera che i sotterranei del Castello non sono dei cunicoli angusti. Si tratta di vere e proprie strade coperte, sorrette da archi e folte. A confermarlo sono i quarantamila visitatori che fino a oggi hanno usufruito del nuovo servizio istituito dalla Soprintendenza del Castello. Fino a qualche anno fa infatti, nessuno aveva mai sensato di rendere accessibile al pubblico anche quell'area della costruzione. «Siamo stati noi a valorizzare i passaggi sotterranei, - spiega il dottor Asler - in passato sono stati sottovalutati e usati spesso come magazzini o peggio ancora discariche». Se non è possibile rimediare al danno compiuto quarant'anni fa, con la realizzazione della metropolitana, qualcosa si potrebbe fare per risolvere il secondo problema, quello dell'usura dei muri da parte delle piante di edera. La cosa non è semplice. Quando il problema è stato affrontato la commissione cultura del Comune di Milano non si trovò d'accordo sulla possibilità di eliminare le piante rampicanti. Il risultato è che con costanza le piante devono essere sfoltite e potate prima che raggiungano i merli, in modo da evitare lo spostamento delle tegole di copertura. Dalla Soprintendenza del Castello non nascondono la speranza che la commissione cultura possa ripensarci. Una speranza legittima. Ha senso proteggere una pianta a scapito di un monumento importante come il Castello Sforzesco?