Che i numeri fossero da record stagionale lo si era intuito sin dalle prime ore della mattinata. File di turisti pronti a entrare negli appartamenti storici, a visitare i giardini, semplicemente a godersi il verde del parco in una giornata caratterizzata da temperature estive. Dopo mezzogiorno i dati parziali delle presenze parlavano di 14 mila unità con le biglietterie prese d'assalto e la buvette gremita da stranieri e stanziali. Al termine della giornata dal ticket office sono giunte cifre complessive di tutto riguardo: oltre 16 mila biglietti staccati per un totale (compresi i visitatori occasionali e i molti casertani che al parco hanno accesso gratuito) di circa 18 mila presenze. Potenziato anche il servizio di pulizia interna al parco con turni straordinari organizzati dalla Sace e dalle squadre controllate dalla Sovrintendenza. Insomma, un 25 aprile da record per Palazzo reale se si pensa che lo scorso anno, il computo complessivo si era fermato sulle 14 mila unità. E, a ben guardare, sono tutti gli indicatori del 2007 che segnalano una forte ripresa, addirittura un consolidamento, dell'appeal della Reggia sui circuiti di richiamo turistico e sulla presenza di visitatori nel sito vanvitelliano. Solo qualche numero: 750 mila presenze in tutto il 2006, incremento medio nel primo trimestre del 2007 pari a circa il 5 per cento rispetto ai valori dell'anno precedente. Un «vantaggio competitivo» molto ampio se si raffronta il fatturato della Reggia con quello di altri monumenti (esclusi gli scavi di Pompei e l'area archeologica di Paestum che realizzano buone performance) della Campania. Basti pensare, a esempio, che ieri il maschio Angioino e anche il museo dedicato a Totò, a Napoli, sono rimasti chiusi costringendo centinaia di turisti stranieri e fare marcia indietro; basti considerare che, sempre a Napoli, il polo museale realizza 110 mila presenze in media all'anno. «Un trend positivo che premia gli sforzi da noi compiuti in termini di programmazione e di implementazione dell'offerta - spiega Giovanna Petrenga, dirigente della Sovrintendenza e braccio operativo del sovrintendente Enrico Guglielmo - Ora la vera sfida consiste nel diversificare il bacino di utenza nel nostro caso purtroppo ancora bloccato sul criterio mordi e fuggi e poco incentivato a soluzioni stanziali o residenziali. Da parte nostra ce la stiamo mettendo tutta per ottenere risultati su questo campo ma bisogna lavorare ancora molto e certamente occorre la collaborazione anche di altri soggetti istituzionali da coinvolgere in un progetto di rilancio complessivo del turismo». Nel periodo 23 aprile-6 maggio, in ogni caso, il monumento vanvitelliano sarà aperto tutti i giorni ed è pertanto sospesa la chiusura settimanale del martedì. Sono state inoltre organizzate visite notturne straordinarie agli appartamenti storici con i «Percorsi di luce», già ieri e martedì prossimo, 1 maggio. Soddisfatto il soprintendente Enrico Guglielmo che ha più volte sottolineato «l'impegno costante della Soprintendenza e delle istituzioni locali per la valorizzazione del monumento e del territorio». Un discorso a parte merita la stessa iniziativa «Percorsi di luce», attiva dal 2003 con un volume iniziale di 12 mila presenze negli ultimi anni attestatosi intorno alle 14 mila unità. Certo, andrebbe anche raffinato e reso maggiormente attraente il polo con San Leucio e andrebbero sicuramente definiti meglio alcuni ingranaggi con il «sistema città», non sempre ricettivo e duttile rispetto alle esigenze del mondo turistico: esigenze che contemplano l'apertura costante di negozi, bar e ristoranti anche nel pomeriggio in modo da creare un certo indotto e da offrire ai visitatori opportunità in più. Dal 12 al 20 maggio ci saranno le iniziative inquadrate nell'ambito della Settimana della cultura, prevista dal ministero dei Beni culturali, che quest'anno la Sovrintendenza - pur ribadendo la centralità dell'asse Carditello-Reggia-San Leucio - ha in animo di sviluppare puntando su siti altrettanto suggestivi ma meno noti: Santa Maria, Capua, Aversa, Sessa Aurunca, Piedimonte Matese. «Un segnale di attenzione e di forte valorizzazione verso altri giacimenti culturali - conclude Petrenga - di cui è particolarmente ricco il nostro territorio».