Storica chiesa del cuore di Genova dopo 40 anni ristrutturata dalla Compagnia S.Paolo Lunico tempio gotico ancora aperto al culto Due anni di lavori riportano alla luce bellezze inedite e una storia architettonica finora sconosciuta Negli altari laterali gioielli barocchi da recuperare e il luogo dove si raccolgono in preghiera i fedeli della Culmv -------------------------------------------------------------------------------- Ritrova la luce lunica chiesa gotica ancora aperta al culto a Genova. Nostra Signora del Carmine, che ha dato nome allintero quartiere, sboccia di nuovo, riavvolge, sotto i restauri, il filo dei suoi settecento anni di storia. E le impalcature, che si stanno smontando nella navata centrale, svelano la chiesa quattrocentesca, lintonaco chiaro e il simbolo cristologico gotico del sole a dodici raggi che decora le volte, i pilastri in pietra di Promontorio, le più antiche nervature in cotto. Limpresa di restaurare lintero complesso del Carmine è cominciata nel settembre scorso e la Compagnia di San Paolo ha puntato 500.000 euro sulloperazione (come conferma il professor Lorenzo Caselli, che rappresenta a Genova la Compagnia torinese) assicurando così la copertura finanziaria di quattro dei sei lotti in cui si sono divisi i lavori. Ora si è conclusa la navata centrale, i restauratori, supervisionati dalla Soprintendenza per i Beni architettonici presieduta da Giorgio Rossini, si sposteranno a lavorare nella navata laterale. La fine degli interventi è prevista per il 2009, spiega labate parroco don Davide Bernini, compreso il recupero delle cappelle laterali che non solo ospitano una pregiata quadreria barocca (da Bernardo Castello a Badaracco, dai Carlone a Domenico Piola), ma pure hanno un valore sociale per la città, tra gli altari minori cè quello in cui si ritirano a pregare da secoli i "camalli" del porto. La storia della chiesa del Carmine comincia nel 1262, come spiega Gianni Bozzo, funzionario della soprintendenza per i Beni architettonici: «Questa chiesa è al centro di una riscoperta storica - spiega - i restauri hanno riportato alla luce un testo architettonico finora illeggibile». Era buia, i lavori hanno svelato le monofore che illuminano la navata centrale, hanno riconquistato lintonaco originario chiaro: è tornata la luce che è la sostanza stessa del gotico. Era dagli anni Trenta che non venivano compiuti restauri nella chiesa, e questo è il primo grande intervento complessivo. Altra unicità del Carmine è il presbiterio completamente piatto - tipicamente gotico - , le cui decorazioni devono ancora essere indagate: «E promettono interessanti scoperte», assicurano Bozzo e larchitetto direttore dei lavori Giovanni Battista Varese. In sacrestia affiora la bifora con larco a sesto acuto a fascioni bianchi e neri (marmo e pietra di promontorio): era originariamente uno dei muri perimetrali dellantico chiostro. Perché tutta la città e il quartiere accompagnino i restauri, la parrocchia ha cucito un calendario di conferenze e visite. Si comincia il 2 maggio, alle 17.30, con Gianni Bozzo e il professor Clario Di Fabio che illustreranno la storia e glinterventi nella chiesa. Poi il 6 giugno, per un giorno soltanto, in sacrestia verranno esposti eccezionalmente gli antichi paramenti e che lo storico dellarte (ed esperta in tessuti antichi) Marzia Cataldi Gallo illustrerà. La scoperta del Carmine proseguirà in autunno, con incontri con studiosi come Massimo Bartoletti e Fausta Franchini Guelfi, che sveleranno i segreti dei dipinti e del favoloso, e secentesco, altare in marmo policromo.