È l'Italia che punta, e non da oggi, sull'inestimabile patrimonio della cultura. Un'eredità in molti casi dilapidata, ma che Mantova e Cremona, una manciata di chilometri una dall'altra, invece accrescono. Senza rivalità. «Vedremo chi ha più filo da tessere», dice sorridendo Gianfranco Berneri, assessore alla Cultura di Cremona. Mantova, da tre anni in testa alla classifica della vivibilità, ha puntato su monumenti e iniziative letterarie e artistiche quando ancora" pochi lo facevano. Scelta vincente. Ora i suoi Festival sono conosciuti in tutta Europa. «Coprono praticamente l'intero arco dell'anno sottolinea l'assessore alla Cultura Paolo Gianolio e costituiscono appuntamenti fissi. Da quello della letteratura a quelli di musica, teatro, infanzia». Né l'amministrazione riposa sugli allori: «In autunno ci sarà un'importante mostra sul Risorgimento e, nella primavera 2008, un'altra mostra sulla scultura di Greci e Romani». Attorno a queste rassegne si sviluppa un circuito in cui spiccano tesori come Palazzo Te e Palazzo Ducale e, in un futuro vi-cino, Palazzo Podestà, avviato verso il recupero, e i mosaici rinvenuti coni recenti scavi in piazza Sordello. Gli investimenti in cultura (pari al 12-13 del bilancio comunale) hanno reso. E bene. «Mantovaafferma Gianolio è meta continua di turisti e, ovviamente, tutte le attività ne hanno beneficiato». Unico problema: la ricettività, che in alcuni periodi si rivela insufficiente anche perché la città, chiusa da tre laghi, non può espandersi più di tanto. Ma, guardando bene, c'è un risvolto positivo: parte del flusso si distribuisce nelle località vicine, portando guadagni e alleggerendo le antiche vie dei Gonzaga. Cremona non è da meno e si sta impegnando su più fronti con un'appendice di tutto rispetto in Spagna, ad Alaquas, dove ha mandato 54 pregevolissime opere per la mostra "Realismo e spiritualità nell'arte spagnola e lombarda dal XVI al XVIII secolo". Sta intanto raccogliendo pubblico al di là di ogni previsione la rassegna dedicata al Piccio, mentre il Teatro Ponchiclli è alle prese con il Festival monteverdiano e si sta mettendo a punto il Festival nazionale della Poesia con nomi di richiamo come Arnoldo Foà e Piazzolla. E si prospetta un "autunno caldo". In settembre tornerà la «Notte dei musei», l'Ente Triennale allestirà una mostra dei violini di Andrea Amati e si terrà un convegno dedicato a Leonida Bissolati, uno dei maggiori esponenti del movimento socialista italiano, a 150 anni dalla nascita. Ma anche Cremona mette in mostra soprattutto se stessa. «Una signora ritrosa che ha bisogno di un lungo corteggiamento per essere amata e apprezzata», sintetizza l'assessore Berneri.
A Mantova la cultura spinge il turismo
Mantova e Cremona, due città lombarde, stanno aumentando il loro patrimonio culturale senza rivalità. Mantova, che da tre anni è in testa alla classifica della vivibilità, ha puntato su monumenti e iniziative letterarie e artistiche. I suoi Festival sono conosciuti in tutta Europa e coprono l'intero arco dell'anno. Cremona, invece, sta mettendo in mostra la sua cultura con mostre e rassegne, come la mostra "Realismo e spiritualità nell'arte spagnola e lombarda" in Spagna. Entrambe le città hanno investito in cultura, con un budget pari al 12-13% del bilancio comunale. Questo ha reso la città più attraente per i turisti, ma anche il problema della ricettività.
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