II Tar contro Italia Nostra: la «Venere di Cirene» tornerà in Libia La Venere di Cirene - la statua marmorea acefalica che prende il nome da Cirene, città fondata dai Greci intorno al 630 a.C. e che fu ritrovata nel 1913 nel corso di una spedizione italiana in Cirenaica e portata in Italia - deve essere restituita alla Libia. Lo ha stabilito la seconda sezione quater del Tar del Lazio che ha così respinto il ricorso dell'Associazione Italia Nostra che si opponeva al trasferimento disposto dal ministero dei Beni culturali nell'agosto del 2002. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha espresso apprezzamento e soddisfazione per la sentenza. E in un comunicato ricorda che «aveva perorato a favore di questa decisione, che è coerente con l'azione in corso a livello internazionale da parte italiana, e intende dare corso alla restituzione della statua, di concerto con le autorità libiche, come già preannunciato dal ministro Rutelli». La sentenza del Tar - aggiunge il comunicato del ministero dei Beni culturali - costituisce un importante precedente giuridico, soprattutto nel passaggio in cui sottolinea come la restituzione non sia un depauperamento del patrimonio artistico-archeologico nazionale, ma offra piuttosto "un precedente utile per promuovere il recupero, a favore dell'Italia, del reperti trafugati da altri Stati"».
OPERE D'ARTE Respinto il ricorso dell'associazione. Soddisfazione dei Beni culturali per la sentenza
La Corte di Appello del Lazio ha stabilito che la statua marmorea "La Venere di Cirene" deve essere restituita alla Libia. La decisione è stata presa dopo un ricorso dell'Associazione Italia Nostra, che si opponeva al trasferimento della statua nel 2002. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha espresso apprezzamento e soddisfazione per la sentenza e intende dare corso alla restituzione della statua, di concerto con le autorità libiche.
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