Dalle villette di Recco al golf di Bonassola, passando per i parcheggi di Genova, i grattacieli di Albenga e Savona. Sono tanti, forse troppi i "punti di criticità" ambientale enunciati dal Soprintendente Giorgio Rossini nella sua relazione annuale sul monitoraggio del paesaggio inviata da poco al Ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli. Le emergenze riguardano il verde urbano di Genova dove «le previsioni edificatorie hanno raggiunto il livello di saturazione», e in primis luliveto murato di Quarto, e poi i piani urbanistici comunali di varie località rivierasche, e anche una perla come San Fruttuoso di Camogli dove sopravvivono baracche frutto di abusi. Se fosse una pagella, lalunno non potrebbe che essere bocciato. Tuttal più rimandato in materie fondamentali come il paesaggio, la conservazione del verde e del patrimonio rurale, la cementificazione. Le sei pagine di "Monitoraggio del paesaggio", ovvero la relazione annuale con cui il Soprintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, Giorgio Rossini, informa il ministro dei Beni culturali della situazione del suo territorio, sono una radiografia severa della Liguria, un voto insufficiente per i suoi sindaci e amministratori provinciali e regionali. Un dossier che per Legambiente e Italia Nostra che lo hanno letto, è diventato una sorta di vangelo, e che arriva in un momento chiave, visto che la Regione sta aggiornando il Piano Paesistico. Senza dimenticare che si attende che, dopo Sardegna e Toscana, sia proprio la Liguria a firmare quellaccordo con il ministero dei Beni culturali che, di fatto, attraverso la condivisione, dovrebbe rendere più difficili le abituali operazioni di scavalcamento dei vincoli, quelle che consentono al cemento di contaminare anche gli ultimi paradisi storico naturali. Un progetto al quale il ministro Francesco Rutelli sta dedicando grandi sforzi e che prevedono anche la creazione di un nucleo "carabinieri del paesaggio". Ce nè per tutti, a iniziare dal capoluogo, per continuare con il Puc di Recco che mette a rischio la collina di Megli, e poi con Framura, Alassio, Albenga e così via. Rossini elenca le "criticità", parla del Puc in vigore a Genova e spiega che «la consistente antropizzazione ha indotto spesso il declassamento ad ambiti di trasformazione di aree verdi di pregio tutelate sotto il profilo paesistico. Un capitolo significativo è rappresentato dallaggressione al verde urbano del levante. Albaro, San Martino, Quarto, Quinto, SantIlario». I riferimenti a box e palazzine (alcuni interrotti da decisioni del consiglio comunale o del Tar) riguardano gli ex uliveti di via Semeria e via Palloa, e poi le aree verdi di villa Gambaro, via Donato Somma, larea Campostano, viale Quartara, via Sacchi, via Giordano Bruno, via Puggia, e i fienili di SantIlario che si trasformano in villette. E ancora «le previsioni edificatorie hanno raggiunto il livello di saturazione...si ritiene indispensabile dichiarare la previsione di conservazione per le zone paesistiche di pregio...al contrario ipotesi di nuova espansione edilizia innescano una perversa involuzione territoriale...una irreversibile perdita di valori pubblici...». Larchitetto Rossini stigmatizza poi la "prassi", da parte di Regione e Provincia, di convocare la Soprintendenza nella fase di previsione degli strumenti urbanistici e «il ricorrente mancato confronto ministeriale» nella fase di formazione degli stessi. Lelenco delle criticità del paesaggio - termine che raccoglie vari contenuti, ambientale, storico, socio-economico, urbanistico, perfettamente analizzati dal geografo genovese Massimo Quaini nel suo libro "Lombra del paesaggio" - è lungo. Secondo Rossini «la maggiore aggressione edilizia al territorio si incontra nel tratto di costa e relativo entroterra tra Arenzano e il Monte di Portofino». Il paragrafo più lungo è dedicato al Puc di Recco, ancora da approvare a causa di incompatibilità interne alla maggioranza di centodestra. Un piano che prevede una colata di cemento sulla collina di Megli «in zone di pregio paesaggistico, a rischio archeologico e idrogeologico, già pesantemente interessate da pressione edilizia». Altri Puc contestati per la riclassificazione di zone di mantenimento, quelli di Alassio e Framura, per i quali sono scattati degli annullamenti della Soprintendenza. Rossini evidenzia anche alcune note positive: «Nella logica di collaborazione con la Regione è stata ripensata la consistenza del progetto del nuovo porto di Ventimiglia per 20 ettari, 572 posti barca e volumi residenziali». Il Soprintendente prosegue con 15 criticità, 8 nel savonese e 7 nello spezzino. A Ponente gli oltre 200mila metri cubi di residenziale previsti a Pietra Ligure, poi il progetto di quattro grattacieli a ridosso del centro storico di Albenga, altra manifestazione di "celolunghismo" che ha contagiato la città ingauna come Savona (ulteriore criticità per la Soprintendenza), Varazze e Vado Ligure, impegnate in una gara a chi arriva più in alto. Ma Rossini segue anche con attenzione la sorte della provincia più incontaminata, quella de La Spezia. I progetti del Villaggio Europa alle Cinque Terre e di un campo da golf e seconde case a Bonassola. Dove? Naturalmente in una «zona di pregio paesistico».