Prima la Stele di Axum all'Etiopia, adesso, come ha stabilito una sentenza del Tar del Lazio, la Venere di Cirene alla Libia. A quando la restituzione all'Egitto delle mummie del museo di Torino? O quella dei cavalli di San Marco alla Turchia? Quale altro gesto di riparazione dobbiamo aspettarci ancora dai governi italiani ? Quale altra genuflessione dovrà fare il nostro Paese per sentirsi finalmente tranquillo agli occhi del mondo? A ben vedere questa coazione a restituire opere d'arte ha un profondo tratto d'insania. Non si sa se dovuto a cattiva coscienza, a masochismo nazionale o un collasso di consapevolezza storica. Sta di fatto che ci stiamo rendendo ridicoli. La Venere di Cirene, statua di fattura ellenica presa dagli italiani in Cirenaica dopo la guerra italo-turca (quando ancora la Libia non esisteva) fu chiesta da Tripoli al governo italiano - per la pressione a! ministro degli esteri Giovanni De Michelis -nel 1989. Una richiesta fatta senza troppa convinzione, buttata lì con le altre recriminazioni che di volta in volta il colonnello di Tripoli ha sempre destinato all'Italia. Nel 2002 è il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani e decidere di restituire la Venere alla Libia ed è lo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ad annunciare questa decisione a Gheddafi. Il quale per tutta risposta gli risponde che di una statua senza testa lui non saprebbe proprio che farsene, meglio che gli italiani facciano le autostrade in Libia, come riparazione dei danni di guerra. Eppure il ministro Francesco Rutelli - mentre Italia nostra ha deciso contro questa restituzione di fare ricorso al Consiglio di stato - è d'accordo con la sentenza del Tar. crea un precedente, dice, perché l'Italia possa chiedere a sua volta che le siano restituite le opere sottratte. Ma voi celo vedete Rutelli a fare la voce grossa con la Francia o la Gran Bretagna?