Fa ancora discutere l'affidamento della gestione del museo egizio di Torino alla Fondazione costituita dalla Compagnia di San Paolo in partnership con la provincia e il comune. Già la Corte dei conti aveva evidenziato come a fronte dell'inestimabile valore dei beni conferiti dal ministero dei Beni culturali alla Fondazione egizio l'apporto dei soci fondatori -stimato in 50 milioni di euro -appariva di contenuta entità. Adesso sui modi di questa gestione c'è un'interrogazione del deputato di Forza Italia Gioacchino Alfano che chiede lumi al ministro Francesco Rutelli, sulle accuse che sono recentemente piovute sull'egizio dal fronte sindacale secondo il quale al museo di Torino non verrebbe garantita la tutela dei beni in uso. Alfano chiede perciò se all'egizio l'organico del personale di custodia e di quello tecnico scientifico siano sufficienti. Inoltre il deputato azzurro solleva un dubbio sulla presenza nel consiglio d'amministrazione dell'Egizio del direttore regionale dei Beni culturali del Piemonte Mario Turetta, che rispetto alle disposizioni del Codice per i beni culturali non sarebbe compatibile con quel ruolo. Per questo Alfano chiede a Rutelli se non ritiene opportuno promuovere un accertamento per verificare il funzionamento del sistema della Fondazione egizio. Tanto più che il codice dei Beni culturali, ai fini dell'affidamento di gestione del museo, prevedeva una procedura di evidenza pubblica che non c'è mai stata