Battuta Genova, a ottobre il via: tre anni di spettacoli. La commissione: ci ha convinto una frase, la città reclama l'evento Napoli ce l'ha fatta. Ospiterà per tre anni, a partire dal prossimo ottobre, il Festival Teatro Italia, voluto dal ministro Rutelli per dare alla scena nazionale una rassegna prestigiosa come la Mostra di Venezia e la Festa del cinema di Roma. Al bando di concorso hanno partecipato 15 città. «Dopo una prima selezione - spiega Salvo Nastasi, direttore generale spettacoli dal vivo del Ministero - la commissione giudicatrice ha lasciato in gara Napoli, Genova, Milano e Venezia. In dirittura d'arrivo, però, sono arrivate Napoli e Genova. Perché ha prevalso, di un soffio, Napoli? Le rispondo con le parole del ministro: "per la fantasia e la visionarietà di una proposta che si rivolge soprattutto ai giovani con idee nuove». Forse Napoli, città ferita, aveva bisogno di una rassegna così importante: «Sa che cosa ha colpito la commissione? Una frase del progetto: "Napoli reclama questo festival". Ci è piaciuto l'entusiasmo della proposta. I problemi di una città si combattono anche con la cultura». Fa «tanti auguri a Napoli» il governatore della Liguria Burlando: «Sono contento che abbia questa occasione per esprimere ulteriormente il suo valore». Il festival potrà contare su un budget di dieci milioni di euro, cinque del Ministero e cinque degli enti locali. Spiega Rachele Furfaro, consulente per la cultura del governatore Bassolino e alla guida della commissione regionale che ha messo a punto il progetto vincitore: «Il festival si articola in tre sezioni: "Sotto il vulcano", dedicato ai maestri del teatro come Ronconi, Dodin, Stein, che saranno a Napoli da soli o con i loro spettacoli; "Extra Napoli", dedicato in particolare al pubblico e agli spettacoli giovani con prosa, musica, danza e cinema; infine "Fronte del porto", che abbraccerà il grande tema delle migrazioni». E proprio il porto, luogo di confronto tra etnie, sarà il cuore della rassegna. Roberta Carlotto, direttrice del Mercadante: «La stazione marittima può contenere seimila persone in varie sale e ha un grande molo di 22 mila metri quadrati. Qui si svolgeranno convegni, incontri, e alcuni spettacoli. Più avanti, ecco il molo "Razza", con uno spazio di 11 mila metri quadrati, dove sarà montata uno tensostruttura per ospitare la sezione "Extra Napoli", con spettacoli allestiti da giovani e scelti da una commissione selezionatrice. Qui saranno anche attraccate due navi-albergo, con posti letto e spettacoli di arte varia». Per i ragazzi, oltre a sconti sui mezzi di trasporto, è prevista una festival card da collegare con l'arte card già in uso. Il festival, coordinato dalla Regione con Provincia, Comune e altri enti, si snoderà, però, anche in altri spazi: Madre, Galleria Toledo, Teatro Nuovo, Scampia, Auditorium Rai, il cortile del Maschio Angioino... E, finalmente, il San Ferdinando, che riaprirà al principio di ottobre, in occasione del prologo della rassegna, della durata di 4-5 giorni. Le altre due parti si svolgeranno per due settimane a giugno-luglio 2008 e a giugno-luglio 2009. «Nel teatro di Eduardo - conclude la Carlotto - pensiamo di ospitare un "Sik-Sik-l'artefice magico" allestito da Carlo Cecchi e alcuni spettacoli dei ragazzi di "Arrevuoto" e dell'istituto di Nisida. Ancora giovani. E nel segno di Eduardo».
Festival del teatro, il governo sceglie Napoli
Il Festival Teatro Italia, voluto dal ministro Rutelli, sarà ospitato a Napoli per tre anni, a partire dal prossimo ottobre. La città ha vinto la gara di concorso contro Genova, Milano e Venezia. Il festival si articolerà in tre sezioni: "Sotto il vulcano", "Extra Napoli" e "Fronte del porto", che esplorerà il tema delle migrazioni. La rassegna si svolgerà in vari spazi, tra cui la stazione marittima, il molo "Razza" e il teatro di Eduardo. Il festival sarà coordinato dalla Regione con Provincia, Comune e altri enti, e contarà su un budget di dieci milioni di euro.
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