I controlli della Soprintendenza hanno esclusola presenza di reperti di notevole valore Il sindaco Biagetti replica all'opposizione sulla vicenda dei capannoni a Pian Volpello CASTELLEONE DI SUASA - "Questa è un'area che fin dal 1978 è sotto il controllo costante della Soprintendenza archeologica e se venissero trovati reperti di valore per quanto riguarda l'antica Suasa, di certo non verrebbero trascurati". Il sindaco Giovanni Biagetti usa toni pacati per spiegare la posizione dell'Amministrazione comunale, a proposito dell'ampliamento della zona artigianale di Pian Volpello, motivo della polemica sollevata dal gruppo consiliare di opposizione di "Insieme per Castelleone". Un atteggiamento, quello di Biagetti, dettato da una considerazione elementare: in questa porzione del territorio suasano è pressochè scontato trovare resti archeologici, visto che un paio di chilometri più avanti di dove si trova l'area "incriminata", è da tempo visibile al pubblico quello che doveva essere il nucleo centrale della città romana. "Il controllo della Soprintendenza ai beni archeologici delle Marche anche in questa occasione è stato costante, con la presenza continua del suo personale, che ha seguito i lavori preparatori dell'area fin dall'inizio", ricorda il sindaco che nell'occasione sottolinea proprio pquel curioso particolare dei quattro capannoni, che ora diventeranno tre e mezzo, dopo il ritrovamento dei resti di una fornace di laterizi. "Non è una scelta bizzarra, ma in linea con la filosofia che guida gli esperti della Soprintendenza - osserva Biagetti - Per loro meglio tenere i reperti custoditi sotto terra, che impegnarsi in progetti di recupero dai tempi incerti e con i rischi che questo alla lunga può comportare". "Del resto - prosegue - noi dovevamo dare una risposta a chi ci chiedeva infrastrutture per nuove imprese e anzichè guardare altrove, nel territorio, abbiamo preferito indicare quella che rappresenta una zona di completamento, in un'area artigianale già presente da anni". Scelta sostenuta proprio dal fatto che quella dove adesso sorgeranno i nuovi capannoni non è dichiarata zona di rispetto archeologico. Così, nel 2003, quando il Consiglio comunale di allora ha esaminato il Piano regolatore generale, il via libera all'impresa non ha incontrato ostacoli. Adesso invece c'è questa polemica tra Amministrazione comunale e consiglieri di opposizione. Biagetti non si meraviglia più di tanto: "Capisco le ragioni che spingono l'opposizione a sostenere questa iniziativa, perchè questo è il gioco politico, ma credo che il ruolo della Soprintendenza non meriti di essere messo in discussione, proprio in riferimento a come le sue strutture e il suo personale hanno agito nei confronti del nostro territorio in tutti questi anni". Insomma, l'ampliamento dell'area artigianale prosegue, pur se con quella piccola correzione che ha ridotto un capannone, sotto il quale altrimenti sarebbero finiti i resti di una delle due fornaci di laterizi individuate nella zona. Piuttosto il sindaco pensa a realizzare il parco archeologico, continuando nelle campagne di scavo (si svolgeranno anche questa estate, se pur in modo limitato a causa della insufficienza di fondi) e soprattutto riportando alla luce la strada romana. Quella che correva tra il foro e la Domus dei Coiedii e che adesso è sotto l'asfalto della strada provinciale che porta verso Senigallia e in pratica taglia in due l'antica Suasa.