Siracusa. È tutta questione di proporzioni. A cui basta aggiungere un po' di (sadica) immaginazione. Se una "semplice" assemblea sindacale ieri mattina ha provocato il blocco del Teatro Greco di Siracusa (più di mille turisti in attesa per oltre due ore davanti ai cancelli sbarrati), pensate cosa potrà succedere nei giorni caldi di questo interminabile ponte di primavera. A partire già da domani, con l'astensione dagli straordinari. Insomma: se la protesta dei custodi dei siti turistici regionali aveva lo scopo impaurire la controparte, ebbene sì: ci sono riusciti. Sulla pelle dei turisti. E adesso la minaccia di un'imminente serrata aleggia come un "fantasma guastafeste". Rischiando di far scoppiare musei, siti archeologici e monumenti. Ma andiamo alla cronaca turistico-sindacale di ieri mattina. Partendo dall'estenuante attesa di un migliaio abbondante di (aspiranti) visitatori, davanti al cancello del parco della Neapolis, in cui è incastonato il Teatro Greco. Dalle 9 alle 11 la zona archeologica è stata chiusa al pubblico, mentre si svolgeva un'assemblea del personale di custodia, in stato di agitazione per il mancato pagamento degli straordinari da parte della Soprintendenza. Ma sullo sfondo ci sono anche i problemi che i lavoratori aretusei condividono con i colleghi di tutta l'Isola, a partire da un insufficiente adeguamento contrattuale e dall'impiego dei contrattisti a termine. «Non è uno sciopero di tutto il personale di custodia tiene a precisare Matteo Aprile, segretario provinciale del Sadirs (sindacato autonomo dipendenti Regione siciliana) -, ma l'astensione dal lavoro straordinario del personale addetto alla tutela e alla fruizione». Bisogna ammettere che la questione è tutt'altro che inedita. I sindacati di categoria (Sadirs, Fp Cigl, Cisl Fps, e Ugl) avevano "sbandierato" ai loro interlocutori istituzionali il foglio con la convenzione Soprintendenza-Comune: il personale va pagato con le risorse dei biglietti non più direttamente dall'amministrazione comunale (a cui spetta una fetta parti al 30 degli ingressi ai siti), ma dalla Regione. Che però non sta liquidando le spettanze. «Nonostante le nostre reiterate richieste prosegue Aprile non abbiamo ancora avuto risposte concrete. Chiediamo ora un tavolo tecnico per discutere la questione insieme ai rappresentanti regionali e, nelle more, manteniamo lo stato di agitazione». E nella controparte si respira aria di legittima preoccupazione: «Stiamo attraversando una seria crisi ammette Mariella Muti, soprintendente di Siracusa a cui cerchiamo di rimediare ottimizzando le poche risorse che abbiamo. Il personale ha diritto al pagamento degli straordinari, che però è bloccato a causa di questioni amministrative, ma al di là di questo abbiamo troppo pochi custodi per permettere una fruizione completa del nostro patrimonio». Intanto i turisti e gli operatori protestano. Non soltanto per la lunga fila all'ingresso del Teatro Greco. Antonio Tropea, palermitano, ieri in visita a Siracusa con la famiglia e un gruppo di amici: «Sono arrivato alle 9 del mattino e ho aspettato sotto il sole per più di due ore prima di entrare, alle undici e mezzo. Comprendo i problemi legati all'agitazione, ma vorrei anche far notare che la biglietteria è comunque sin troppo angusta e ha sia l'ingresso e sia l'uscita dei visitatori dallo stesso lato. I nostri bambini si perdevano nella confusione, tra scolaresche e gruppi organizzati. Un caos...». E dalle bancarelle dei souvenir il racconto degli ambulanti: «Mancano i servizi all'esterno del sito archeologico e molti non sapevano come e dove fare pipì: gli unici bagni funzionanti sono al di là del cancello e per usarli bisognava entrare al teatro. Ma non si poteva entrare e loro stavano impazzendo...». Come dire: turisti sull'orlo di una crisi fisiologica. Prim'ancora che archeologica
SICILIA. Teatro greco restò chiuso I custodi: Dateci gli stipendi
A Siracusa, il Teatro Greco è stato chiuso al pubblico per due ore a causa di una protesta dei custodi dei siti turistici regionali. La protesta è stata organizzata a causa del mancato pagamento degli straordinari da parte della Soprintendenza. I lavoratori chiedono un tavolo tecnico per discutere la questione con i rappresentanti regionali. La Soprintendenza afferma di non avere risorse per pagare gli straordinari, ma il personale sostiene che il pagamento è bloccato a causa di questioni amministrative. I turisti e gli operatori protestano per la lunga fila e la mancanza di servizi all'esterno del sito archeologico.
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