Zona franca urbana nel centro storico di Napoli, Giuseppe Ossorio non demorde e rilancia. Il vice presidente della Commissione Bilancio della Camera, autore dell'emendamento recepito in Finanziaria che individua nel centro storico l'area da recuperare grazie alla fiscalità di vantaggio, dopo la scelta della giunta di puntare sull'area Est, alza la posta. «La giunta poteva essere più magnanima, ma a questo punto mi chiedo perché Napoli non possa ottenere alemno due zone franche», ha detto intervenendo, ieri, al convegno organizzato all'Istituto studi filosofici. Poi incalza: «Napoli non ha più voci autorevoli per parlare con Roma come ai tempi di Compagna». A invocare una regia che metta a sistema teatri, musei, strutture ricettive, per il rilancio del centro cittadino è Benedetto Gravagnuolo, preside della facoltà di Architettura della Federico II: «È bizzarra la scelta del Comune: se non vuole una zona franca nel centro, ci illustri almeno i progetti di recupero dell'area». Sulle mosse di Palazzo San Giacomo si interroga anche il giudice Raffaele Raimondi: «Il Comune anziché suggerire due o più zone franche per la città, ignorando il testo di legge, ne ha suggerita una sola. Ma anche il governo si è dimostrato taccagno». La sua proposta è di impegnare una quota del tesoretto per allargare il numero delle aree. «La zona franca per il centro storico sarebbe stata e resta una grande opportunità di riqualificazione e di sviluppo per l'intera città: salvare il cuore di Napoli significa salvare Napoli», ha sottolineato nell'introduzione Claudio Claudi, direttore del dipartimento di progettazione urbana e d Urbanistica della Federico II, promotore del convegno. Importanti e interessanti i contributi dei professori Attilio Belli e Gabriella Caterina, dal presidente dell'Acen Ambrogio Prezioso e di Ugo Carughi della Soprintendenza ai Beni architettonici. Nel corso del confronto (presenti in sala Uberto Siola, Aldo Loris Rossi, Giulio Pane, Tullio d'Aponte, Marcello Picone, Gerardo Marotta, Alfredo Ponticelli) è stato più volte sottolineato che oltre all'emendamento Ossorio anche la delibera di ben quattro municipalità che individua la zona franca per il centro storico nel perimetro dell'area patrimonio Unesco, è stata trascurata dalla giunta. «Porteremo la questione in Consiglio», ha promesso il capogruppo di An Schifone.