VIAREGGIO Due napoletani, Giuseppe Montesano e Antonio Pascale, si sono disputati fino all'ultimo il «Premio Viareggio» per la narrativa, giunto alla settantaquattresima edizione. Alla fine ha tagliato per primo il filo di lana Montesano, che nel suo Di questa vita menzognera (Feltrinelli) ha raccontato la saga drammatica di una odiosa famiglia di avidi speculatori sullo sfondo di una Napoli bollente dì passioni. Molto festeggiato e sempre dignitosamente polemico il vincitore, cinquantenne letterato con familiarità dei classici, che rifiuta ogni generalizzazione, spiegando di non voler demonizzare il Sud come «la sentina dei mali» e di aver inteso offrire nel suo romanzo solamente il racconto di un aspetto caldo di quella che lui ritiene «la crisi del tempo». Un premio speciale della giuria è andato a Gilberto Sacerdoti, a cui si riconosce il rilievo critico filosofico del saggio Sacrificio e sovranità (Einaudi), con il quale si o addentrato nei problemi politici e sociali del tardo Cinquecento, spiegando i più oscuri aspetti del teatro di Shakespeare. Il premio per la saggistica è andato a Salvatore Settis, apprezzato direttore della Scuola Normale di Pisa, per Italia Spa (Einaudi), opera già molto conosciuta e capace di affrontare il complesso rapporto tra società attuale e patrimonio culturale del Paese. Con le sue Cucine celesti (Diabasis) Roberto Amato, creatore di un mondo di fate e incanti, ha vinto il premio per la poesia «riuscendo a passare dalla fiaba alla quotidianità». Un premio internazionale è stato invece attribuito all'attività del cardinale Robert Etchegaray per la sua dedizione alla causa della pace internazionale. La festa finale del «Viareggio» si è svolta quest'anno nella Cittadella del Carnevale, tra carri di cartapesta e musica, in una affettuosa fusione con altre manifestazioni versiliesi, il Carnevale e il Festival Puccini di Torre del Lago. Una «festa finale» in qualche modo turbata dai gravi problemi di salute del presidente del «Viareggio» Cesare Garboli, che comunque ha presenziato alla cerimonia di premiazione di ieri. Finora, per sostituirlo egregiamente, c'era voluto il lungo e coscienzioso lavoro, svolto durante tutta questa calda estate, dalla giuria «sorretta» da Gabriella Sobrino.