Pontecagnano (Salerno) C'è un'Etruria ben nota,tradizionalmente compresa tra il Tevere e l'Arno, e un'altra poco conosciuta che comprendeva vaste zone delle odierne regioni Emilia-Romagna e Campania. Proprio la presenza etrusca nell'area campana è al centro di un museo completamente rinnovato che è stato appena aperto al pubblico a Pontecagnano-Faiano secondo un progetto elaborato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino e Benevento, dall'Università "L'Orientale" di Napoli e dall'Università di Salerno. Lungo il percorso espositivo sono presentate le vicende storiche di un insediamento - Pontecagnano - sorto tra la fine del X e gli inizi del IX secolo a.C. e rimasto vitale sino all'avanzata età imperiale romana. Un centro di origine etrusca che arrivò ad essere - soprattutto tra Vili e VII secolo a.C. - un crocevia di merci, idee e genti pienamente inserito nelle dinamiche mediterranee e in grado di rivaleggiare con la polis greca di Cuma. Un abitato esteso per un'ottantina di ettari noto soprattutto su base archeologica, grazie agli straordinari scavi condotti negli anni Sessanta da Bruno D'Agostino e dalla sua scuola. Sono stati riportate alla luce oltre 8000 sepolture coni loro corredi che mutano secondo il periodo e il livello sociale del defunto. Particolarmente preziose risultano quelle di età orientalizzante e appartenute a principi locali. Una ricchezza che non sfigura a confronto con quella degli aristocratici delle città più note dell'Etruria. Notevole attenzione è prestata nell'allestimento allo sviluppo dell'insediamento che andò assumendo caratteristiche urbane con una fortificazione che lo cingeva e con due santuari fondati ai margini settentrionali e meridionali. L'illustrazione della storia del centro continua sino all'epoca romana, che vide un elemento di discontinuità nella fondazione della colonia di Picentia con il trasferimento forzato di Piceni dall'area adriatica. Ora, grazie al nuovo museo, gli Etruschi della Campania arrivano finalmente alla ribalta.