Venezia recupera la sua Certosa. Ben più di un antico monastero, un'intera isola la cui storia ed i cui edifici sono stati oltraggiati dagli uomini e dal tempo. Napoleone portò via i pezzi d'arte più belli tra cui alcuni Tiepolo, il Regno d'Italia la trasformò in polveriera militare, adesso sta per rinascere a nuova vita come centro di una formazione di altissimo livello che spazia dalla cultura all'arte, dalla moda allo sport. É un progetto che vede in prima linea il Comune - e non a caso il sindaco Massimo Cacciari lo annuncerà oggi presentando un convegno in calendario il 9 maggio prossimo per individuare il miglior percorso possibile per l'iniziativa - ma anche due società che hanno già preso possesso degli edifici che sono stati restaurati nell'isola: l'Istituto europeo di design e il polo nautico Vento di Venezia. Il tutto con partneship e "accompagnatori" eccellenti, a cominciare da Legambiente. Giusto per dare un segnale che alla cosa ci si crede sul serio, da giugno l'isola sarà collegata con il resto della città anche dai mezzi pubblici, cioè dai vaporetti di linea. La Certosa, oggi, è una sorta di polmone verde di 22 ettari che sorge a metà strada fra il Lido ed il centro storico, in direzione dell'antico Arsenale. Il recupero ha salvato due "anime" per dare un futuro all'isola: da un lato c'è il polo nautico con una foresteria con 28 posti letto, un piccolo ristorante, sale comuni, fra poco anche un esclusivo negozio e naturalmente una darsena che è fra le più prestigiose dell'intero Mediterraneo; dall'altra ci sono alcuni antichi capannoni trasformati in aule didattiche e luoghi di incontro con relativi servizi. Il matrimonio avverrà all'insegna della formazione e del design. Vento di Venezia, che ha come ispiratori Alberto Sonino e Matteo Vianello, con il sostegno di Giovanni Soldini, aveva bisogno di far "volare" la sua attività di costruzione e restauro di barche, con tecnologie ad alto tasso di innovazione, appoggiandosi ad una struttura di architetti e designer preparati sull'argomento. L'Istituto europeo di design da tempo cercava una nuova sede, da aggiungere a Milano, Roma, Torino, Madrid, Barcellona e San Paolo, con l'intento di "produrre" cultura più che limitarsi alle tradizionali iniziative formative. L'intesa è stata immediata e il progetto ha entusiasmato il sindaco Gacciari anche perché l'idea dell'Istituto è quella di guardare direttamente a Venezia per trovare nuove formule e strumenti adeguati per valorizzare il suo straordinario patrimonio artistico ed artigianale e comunicare al mondo il suo continuo sviluppo. Vento di Venezia farà così da base logistica ma anche da punto di riferimento per un corso in yacht design, l'Istituto, invece, curerà un'altra mezza dozzina di iniziative formative: tre master, dedicati rispettivamente alla moda, alla comunicazione nel fashion ed a cinema e nuovi media; e tre corsi su design del vetro e artigianato veneziano, sulla fotografia e sulla promozione e valorizzazione del prodotto culturale ed artistico. I primi allievi e saranno al massimo 15 per ogni corso o master sbarcheranno sull'isola dal mese prossimo e l'obiettivo è quello di legare da subito le due anime, aprendo la Certosa a quella città che un paio di decenni fa si era mobilitata per evitare che il degrado la distruggesse definitivamente.