Lo sgombero, per opera della polizia, della Stecca degli artigiani, nello storico quartiere Isola, e la iniziata demolizione del fabbricato in cui da anni lavorano artigiani e vivono vari circoli culturali, sono episodi gravi non solo dal punto di vista sociologico ma anche urbanistico. Lepisodio è fatto risalire ad una situazione sociale intollerabile; ed è presentato come necessaria operazione chirurgica volta ad estirpare un male dilagante: lo spaccio della droga. Se fosse solo così non si capirebbe perché la popolazione del quartiere si opponga con tanta tenacia alla evacuazione e alla demolizione del fabbricato. A nessuno fa piacere convivere con gli spacciatori, vedere giovani lasciarsi tentare dalla droga, esporre bambini a spettacoli poco edificanti. Né si capirebbe perché la popolazione voglia impedire così caparbiamente il trasferimento degli artigiani e dei circoli culturali dal momento che il Comune si impegna ad ospitarli in nuove sedi vicine. In realtà la popolazione sa che dietro allo sgombero e demolizione della Stecca si profila la morte del quartiere; la scomparsa di un capitolo genuino di storia milanese. La difesa della Stecca ha un valore altamente simbolico: non si propone tanto di salvare un fatiscente fabbricato industriale, quanto di preservare, dietro allimmagine di quel fabbricato, uno spazio urbano vitale ed armonico. --------- Una comunità affiatata e solidale; e si impegna a respingere la imminente minaccia di un intervento disastroso. Il progetto di trasformazione edilizia presentato dalla immobiliare Hines, e approvato dal Comune, è un progetto di violenza inaudita: stravolge la orditura viaria esistente; incombe sulle vicine residenze; ignora i profili sia planimetrici (allineamenti delle fronti) sia altimetrici (livello delle gronde) degli attuali edifici allineati lungo le due principali vie del quartiere; introduce una volumetria straripante che si conclude con un massiccio grattacielo, del tutto estraneo al carattere edilizio della zona e pesantemente lesivo delle condizioni di vivibilità presenti negli immediati dintorni. Un gradevole e spazioso giardino, oggi animato e frequentato da bambini e da anziani, verrà letteralmente spazzato via; e sostituito da uno striminzito verde condominiale, chiuso da alti fabbricati, accessibili solo a chi è autorizzato. Il Comune, in sostituzione del giardino attuale, offre una zona ancora incolta e alquanto defilata, dove è impossibile per le madri tenere docchio i figli, e per gli anziani raggiungere le panchine poste al di là di una strada di traffico intenso. Gli abitanti - giova sottolinearlo - non sono affatto contrari ad un intervento edilizio allinterno del loro quartiere; anzi vedrebbero con favore una operazione di restauro e di ricucitura urbana, che saldi ed integri fra di loro le costruzioni future e le vecchie esistenti. Ma esigono che lintervento avvenga nel rispetto della storia cittadina; e nasca da una visione responsabile e colta della città.