La rivoluzione urbanistica prevede lingresso delle aziende nel capitale Via libera alla nuova società trasformerà il lungomare Pronto il varo della Stu: porte aperte ai privati Obiettivo anche Punta Perotti La giunta daccordo sulla nascita La vendita dello stadio San Nicola, «con le sue caratteristiche di polifunzionalità» come ha detto ieri Emiliano allambasciatore. Ma soprattutto un acronimo, quella Società di trasformazione urbana (la Stu) che ha la velleità di cambiare la storia urbanistica di Bari e il rapporto della città con gli imprenditori russi. La creazione della società mista pubblico-privata che dovrebbe curare la riqualificazione del lungomare, a partire dallarea di Punta Perotti, ha subito nelle ultime settimane una brusca accelerata. Nelle prossime ore, pare già oggi pomeriggio, il sindaco Michele Emiliano incontrerà i tecnici dellUrbanistica per capire i prossimi passi da fare. «Una riunione decisiva» dice lo stesso sindaco che ieri ha accennato anche a Meskov della manovra che la sua amministrazione sta per varare. «In questo caso però - dice Emiliano - i capitali russi non sono diversi dagli altri. Noi cerchiamo partner per questa scommessa, chiunque essi siano. Limportante è che credano nel progetto. I primi segnali che abbiamo avuto sono incoraggianti». Lo scorso anno la Stu fu presentata dal Comune alla fiera immobiliare (il Mipim) di Cannes. In quelloccasione una serie di fondi esteri si fecero avanti, interessati allaffare. Loperazione è infatti prima ancora che urbanistica, finanziaria. Si tratta infatti di creare una società mista (il Comune è indirizzata a scegliere un socio privato unico, dopo aver pubblicato un bando) incaricata di gestire la riqualificazione di unarea. Il privato mette i fondi. Il Comune parte dei suoli e soprattutto garantisce la certezza dei tempi e gli strumenti urbanistici adeguati alla realizzazione del piano. Significa tra le altre cose che se il proprietario di alcuni suoli oppone resistenza e non vuole entrare nel gioco, si può procedere anche allesproprio. Uno studio di prefattibilità preparato dalla Ecosfera e dalla ErnstYoung dà i numeri delloperazione: linvestimento complessivo sarebbe di 652,9 milioni di euro. I ricavi di 800,3. Il guadagno quindi di 147,4 milioni che tornerebbero nelle casse degli investitori nel giro di sei anni e mezzo. In unarea complessiva di poco meno di 400mila metri quadrati, il progetto prevede la realizzazione per 152mila di strutture residenziali, 102mila di strutture commerciali, 101mila come centro direzionale e il resto tra parcheggi e attrezzature per il tempo libero. Loperazione finanziaria avrebbe inevitabilmente risvolti importanti anche sulle imprese della città: si creerebbe un indotto (dai costruttori ai muratori) in grado di rimettere in moto leconomia del settore, da tempo singhiozzante. La Stu era stata discussa un anno fa dalla giunta, dopo uninformativa dellassessore allUrbanistica, Ludovico Abbaticchio che sta seguendo tutta la vicenda. Da allora la situazione è rimasta abbastanza in stand by non fosse altro perché uno degli strumenti urbanistici ritenuti necessari per il varo della società è rimasto ancora al palo: la variante al Putt paesaggistico che imponeva rigide prescrizioni per le realizzazioni troppo vicine alle lame e alle coste. E soprattutto lintroduzione del credito urbanistico, con la possibilità di trasferire le volumetrie da una zona allaltra della città. Proprio lamministrazione è intenzionata a utilizzare questo strumento per laria di Punta Perotti. Area sulla quale Emiliano ha in mente proprio di radicalizzare il rapporto con la Russia nel nome di San Nicola. In mano lamministrazione ha i progetti venuti fuori dalla Biennale di Venezia che prevedevano la realizzazione di una chiesa ecumenica di rito cattolico e di rito ortodosso, con cappelle dedicate alle differenti chiese. Una facoltà teologica e un centro studi con biblioteche e casa dello studente. Infine un centro di accoglienza e culturale con «foresteria, sale congressi, auditorium, alberghi e unarea commerciale con libreria, banca, botteghe artigianali, negozi, bar e ristoranti». Il luogo dei pellegrini, insomma. Perfetto per attrarre turisti ma anche capitali ortodossi. A prescindere dal discorso Stu, oggi sarà un giorno intenso per le questioni urbanistiche legate alla città. In giunta sarà approvato il piano per la realizzazione del centro direzionale del San Paolo. Un affare da 50 milioni di euro (15 di fondi Por), da realizzare nel giro di due anni. La giunta di oggi dovrà dare il via libera, sempre su proposta dellassessore Abbaticchio, ai Programmi preliminari di intervento (i Pirp): otto milioni di euro per la riqualificazione di Japigia e della zona nel quartiere di San Marcello, a Carrassi. (g. fosch.)
BARI - al via la rivoluzione urbanistica, coinvolta anche l'area di Punta Perotti
La giunta di Bari ha deciso di varare la società di trasformazione urbana (Stu) per riqualificare il lungomare e la zona di Punta Perotti. La società mista pubblico-privata sarà incaricata di gestire la riqualificazione di un'area, con il privato che metterà i fondi e il Comune che garantisce la certezza dei tempi e gli strumenti urbanistici. Il progetto prevede la realizzazione di strutture residenziali, commerciali e direzionali, con un investimento complessivo di 652,9 milioni di euro. La Stu sarà anche coinvolta nella realizzazione del centro direzionale del San Paolo e nella riqualificazione di Japigia e della zona di San Marcello.
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