Il Vittoriano è «un gigante delicato», così lo chiama affettuosamente il professor Claudio Strinati, soprintendente al polo museale romano, che dall' anno scorso ne cura la gestione. Dopo un'attesa di trentun anni, il 4 novembre del 2000 alla presenza di Carlo Azeglio Ciampi, riapre al pubblico il monumento più controverso di Roma. Amato da Benedetto Croce, Gabriele D'Annunzio, Primo Levi. Federico Zeri lo definì «un monumento di altissimo livello qualitativo». Ma altrettanto detestato: da Mario Praz, Giorgio Manganelli, Giovanni Papini. Lo chiamarono macchina da scrivere, torta di panna, pisciatoio di lusso. Nel film «L'ora di religione» di Marco Bellocchio, Sergio Castellino lo fa saltare in aria, con una simulazione al computer. Ora il cantiere è di nuovo aperto. Riaperto solo tre anni fa, il monumento ha già bisogno di ristrutturazioni? Il Vittoriano, è un monumento cui si lavora in continuazione, anche adesso, in piena estate. E si continuerà in autunno. Sono stati recuperati i due avancorpi laterali, gli anelli di congiunzione centrali. L'anno scorso è stata recuperata la zona espositiva che era in condizioni molto degradate. Ora stiamo lavorando alla grande galleria di collegamento al pian terreno. Perché dopo così poco tempo è già necessaria una manutenzione? La storia del Vittoriano è costellata di restauri: non bisogna dimenticare che fu costruito sbancando la collina del Campidoglio. L'architetto Giuseppe Sacconi lo aveva concepito come una scultura da appoggiare su una base rocciosa, ma quella roccia era tufo, reso ancora più debole da una miriade di cave sotterranee. Da quel fraintendimento iniziale si snoda la storia del monumento continuamente modificato e adattato a una situazione statica difficile. Dunque una manutenzione continua, di routine? Pensi che il primo restauro del monumento fu fatto prima ancora dell'inaugurazione. Anche il Colosseo è sottoposto a continua manutenzione, ma benché molto più antico, di un paio di migliaia d'anni, ne richiede in quantità minore del Vittoriano. Che è enormemente pesante: una struttura poderosa con fondamenta esili. Ha sempre avuto problemi di assetto, aggravati dalle molte infiltrazioni d'acqua che provengono dal colle Capitolino. Marmo botticino, che col tempo diventa sempre più bianco, quell' aria da monumento imperiale e fascista, una mole che lo rende sproporzionato rispetto al contesto, artisti dì non gran nome in un trionfo di retorica: è stato definito un esemplare di cretinismo monumentale... Il Vittoriano, per decenni, non ha goduto di buona stampa. E' vero, era ritenuto incongruente con l'immagine della città. Ma da alcuni anni è visto con occhi più affettuosi. La riapertura al pubblico lo ha riavvicinato ai cittadini e ha fatto scoprire ai romani che razza di vista si gode da quella terrazza a sessanta metri d'altezza. E poi è in corso un ritorno a ideali tanti bistrattati nel passato. Cioè? Il Vittoriano è il monumento ai grandi valori della storia patria, al culto laico del Milite Ignoto, che rappresenta i caduti di tutte le guerre, A questo proposito ricordo un bellissimo film dell' Istituto Luce, girato nel '21, che racconta la cerimonia. Commovente: una madre che aveva perso il figlio in battaglia nella Grande Guerra, tra le molte bare senza un nome ne indica una a caso, come fosse quella del suo ragazzo. E dal Nord quei resti viaggeranno per tutta l'Italia fino al sacrario di piazza Venezia, vigilato di giorno e di notte. Per questo si è ritenuto di farne uno spazio espositivo dedicato proprio a questi temi e ai grandi personaggi che hanno fatto la storia d'Italia. Per esempio, la recente bella mostra dedicata a Giuseppe Zanardelli, il ministro degli Interni che lo concepì per dedicarlo a Vittorio Emanuele II, il primo re d'Italia. E i nuovi progetti? Si restaureranno anche molti altri gruppi scultorei. E poi c'è il problema della sicurezza e della fruizione: si sta pensando, per esempio, al sistema degli ascensori. L'edificio, costruito in un'epoca che non aveva la percezione delle esigenze dei portatori di handicap, ha scale ovunque. Un intervento delicato, poiché i servizi non devono essere invasivi rispetto all'equilibrio del monumento. Ma a lei, professor Strinati, piace il Vittoriano? A me non deve piacerei Comunque, da cittadino lo vedo con occhio positivo, per quello che è: un monumento interessante dal punto di vista estetico, anche se le decine di artisti che qui hanno lavorato non avevano grandi nomi. E poi non tutti i monumenti devono essere capolavori.