Il Consiglio superiore dei Beni culturali si è insediato solo da un mese ma il suo presidente, il professore Salvatore Settis, deve già affrontare un problema molto serio. Sembra infatti che molti componenti del Consiglio come ipotizzava l'Indipendente lo scorso marzo e come sostiene ora in un'interrogazione parlamentare il deputato di Forza Italia Gioacchino Alfano siano incompatibili con l'incarico che svolgono per conflitto di interessi. Condizione espressamente vietata da un decreto presidenziale dove si stabilisce che i componenti del Consiglio superiore non possono essere titolari di rapporti di collaborazione professionale con il ministero o essere presidenti o membri di istituzioni e enti destinatari di contributi da parte di via del Collegio romano. Quello dell'incompatibilità sembra essere anche il caso oltre che degli architetti Paolo Rocchi e Paolo Portoghesi, citati nell'interrogazione di Alfano anche di Tullio Gregory, presidente del Comitato tecnico scientifico dei Beni librari e al tempo stesso della Biblioteca digitale italiana, i cui fondi devono essere deliberati dal Consiglio superiore dei Beni culturali. Ma c'è di più: lo scorso 11 aprile il direttore generale dei Beni librari Luciano Scala ha portato al Consiglio superiore un piano di redistribuzione di 10 milioni di euro sui vari ambiti dei Beni culturali e in particolare per le attività degli ipovedenti. 2 di questi milioni sarebbero dovuti andare alla Biblioteca digitale italiana. Proposta già approvata dal comitato tecnico scientifico di cui Gregory è presidente. Quando la proposta è arrivata al Consiglio superiore Settis si è mostrato perplesso rifiutandosi di farla votare. A questo punto è sorta una tensione in seno al parlamentino di via del Collegio romano: Scala ha insistito sulla necessità di deliberare il finanziamento dicendo che quella era anche l'indicazione del vice capo di gabinetto del ministro Guido Improta. Dichiarazione che Scala ha chiesto fosse messa a verbale. La decisione per ora è sospesa. Ma resta il problema dell'incompatibilità di molti consiglieri che evidentemente non è stata risolta dall'autocertificazione che Settis ha fatto loro firmare sull'estraneità ad ogni conflitto d'interesse. Un problema che sembra riguardare sempre più consiglieri, come ad esempio Maria Mazzoni Crespi del Comitato per i Beni architettonici e al tempo stesso presidente del Fondo ambiente italiano e di Michele Ciliberto del Comitato dei Beni librari e membro di associazioni del settore.
Beni culturali Il Consiglio del conflitto d'interessi
Il presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, Salvatore Settis, affronta un problema serio: molti componenti del Consiglio, come ipotizzato lo scorso marzo e come sostiene ora un deputato di Forza Italia, sono incompatibili con l'incarico per conflitto di interessi. Settis ha firmato un'auto-certificazione sull'estranità ad ogni conflitto d'interesse, ma il problema sembra riguardare sempre più consiglieri. Lo scorso 11 aprile, il direttore generale dei Beni librari ha presentato un piano di redistribuzione di 10 milioni di euro, di cui 2 milioni per la Biblioteca digitale italiana, ma Settis ha rifiutato di farlo votare.
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