da Firenze La missione era «Salvare la regina», e - con la moda al servizio dell'arte - presto verrà compiuta. Tornerà così a splendere alla Galleria degli Uffizi, insieme con il suo «gemello», il quadro «Nozze di Maria de' Medici con Enrico IV», realizzato da Jacopo da Empoli nel 1600. Il dipinto - acquistato l'anno scorso dall'allora soprintendente Antonio Paolucci dopo che era finito sul mercato - ha trovato un benefattore particolare: sarà restaurato dalla boutique «Save the Queen», che proprio nei giorni scorsi ha festeggiato l'inaugurazione in via Tornabuoni. Del resto la boutique - il cui nome, viste le circostanze, cade a fagiolo - aveva insistito per sponsorizzare il restauro di un quadro che ritraesse una regina, possibilmente legata, a Firenze e al suo passato rinascimentale. La scelta è caduta sul quadro di Jacopo da Empoli e destinato a decorare il Salone de' Cinquecento in Palazzo Vecchio. Mentre il suo dipinto «gemello» («li) Nozze di Caterina de' Medici con Enrico II») era sempre rimasto nelle collezioni granducali, il quadro individuato da «Save the Queen» aveva preso un'altra strada e attraversato una serie di vicissitudini. Negli anni '50, ad esempio, il dipinto ha subito una pulitura che gli ha causato tagli e abrasioni: l'obiettivo del restauro - il cui costo è top secret, ma dovrebbe aggirarsi sui 10 mila euro - 6 quello di «ridargli luce» in modo da renderlo più simile al suo gemello. Por presentarsi a Firenze dopo il successo delle boutique di Parigi e Roma, «Save the Queen» - il brand di women-swear prodotto da Marco ed Elena Fantini - ha tenuto fede al suo nome e trovato uno spazio nel «salotto» cittadino di via Tornabuoni. Per creare la «casa» di una griffe che guarda a mondi dimenticati da salvare sono state riscoperte lavorazioni artigianali con maestri che lavorano a mano legno, ferro e vetro nei loro laboratori. Non è la prima volta che in riva all'Arno la moda «salva» l'arte: solo l'anno scorso, in occasione di Pitti Uomo, il consorzio «Classico Italia» ha presentato il restauro della scultura «II Pentimento» di Bartolomeo Rossi, nel Giardino di Boboli.