Italia Nostra e Wwf in piazza ieri mattina con gli striscioni. Alla protesta aderiscono diversi intellettuali: "Sarebbe uno scempio" "Perplessa anche l'unesco: vuole spiegazioni dal Comune " FAVOREVOLI alla pedonalizzazione del Tridente, ma contrari al parcheggio del Pincio. Continua la protesta dei membri del Comitato per l'Eco-mobilità a Roma e nel Lazio,che ieri mattina, con striscioni con su scritto «giù le mani dal verde», «no allo smog, sì ai giardini» e «nel centro storico solo conia metro» hanno presidiato l'area di piazza del Popolo con un sit-in contro la costruzione dei posti auto nell'area del belvedere di Villa Borghese. «Si tratta di un'opera assolutamente inutile, costosa e controproducente, un parcheggio che non solo incentiverà l'utilizzo del trasporto su gomma, ma deturperà anche la terrazza del Pincio con grate, ascensori e impianti di aerazione che niente hanno a che vedere con il fascino della collina alberata» tuona Mario Attorre, presidente del Comitato. Attorre è anche il promotore di un appello al sindaco Walter Veltroni firmato, tra gli altri, da Alberto Asor Rosa, Pietro Rescigno, Fulco Pratesi, Silvia Croce, Giuseppe Cederna, Irene Berlingò, Nino Caruso, Carla Ravaioli e Piero Craveri, alcuni tra le centinaia di intellettuali capitolini che hanno aderito alla protesta nella speranza di riuscire a fermare quello che definiscono come uno «scempio di uno dei luoghi più belli del mondo». In base al progetto del Comune, il parcheggio sarà composto da sette piani e ospiterà complessivamente 726 posti auto, di cui circa 500 destinati ai residenti, mentre i rimanenti saranno posti a rotazione. «Il problema spiega Mario Attorre è che abbiamo calcolato che nel Tridente le auto dei residenti sono circa 3mila, quindi la nuova struttura non risolverebbe i problemi di parcheggio e incentiverebbe chi non abita nella Ztl a utilizzare la macchina per arrivare in Centro». La proposta del Comitato, dunque, è di evitare la deturpazione della terrazza del Pincio e provvedere alla riqualificazione del parcheggio del Galoppatoio, situato sempre nell'area di Villa Borghese e normalmente poco utilizzato. «Quello che non capiamo sottolinea Attorre è perché il Comune abbia incaricato l'Atac della realizzazione dell'opera: iniziamo a chiederci se non sia solo una mossa per risanare i conti di un'azienda che in questo modo potrà ritoccare in positivo il bilancio vendendo i posti auto del nuovo parcheggio». A sostenere la protesta del Comitato per l'Ecomobilità, a cui aderiscono associazioni come Italia Nostra e Wwf, c'è anche l'Unesco, l'organizzazione internazionale che si occupa della tutela dei più importanti beni storico-artistici dell'umanità. «Abbiamo scritto all'Une-sco per segnalare che il parcheggio deturperà la terrazza del Pincio e ci è giunta notizia che recentemente l'Unesco ha inviato una lettera al Campidoglio per chiedere chiarimenti sul progetto, poiché non ritiene infondate le nostre preoccupazioni e perplessità» spiega Attorre. E dopo la manifestazione di ieri, il Comitato annuncia nuove forme di protesta, tra cui petizioni, sit-in, incontri e manifestazioni che persuadano il Comune a rivedere il progetto del Pincio, ascoltando cosile richieste e gli appelli dei romani e dei residenti del Centro Storico che si dichiarano favorevoli alla pedonalizzazione del Tridente, ma contrari alla costruzione dei sette piani del nuovo parcheggi.