L'idea è ambiziosa. Il design che si trasforma in strumento per agevolare la convivenza etnica e religiosa all'interno della società odierna. La creatività si fa prassi, incontra la realtà e tenta di interpretarla. In occasione del Salone del mobile lo Ied (Istituto europeo di design) propone "II tempio del design", cinque progetti elaborati da un gruppo di studenti della scuola, provenienti da tutto il mondo, che hanno immaginato un luogo di culto che sapesse rispondere alle esigenze di una società multietnica. Il messaggio che l'arte ha inteso trasmettere è quello dell'ascolto, della tolleranza e del rispetto dell'altro. I lavori sono in mostra presso lo Spazio teatro Ied modalab. L'iniziativa ha anche una valenza concreta: il piano regolatore del parco di Torriano di Martignacco (Udine) prevede un'area destinata a luogo di culto. «Per celebrare la settimana milanese del design spiega Stefano Paschina, 41 anni, amministratore delegato del gruppo Iedavevo bisogno di qualcosa di innovativo. Ho pensato che il tempio delle religioni aiutasse persone diverse, per razza e religione, a convivere. È un modo per abbattere le barriere ideologiche, nel rispetto delle singole religioni. Il design esprime il valore della tolleranza: tutti i progetti hanno una base circolare, una forma geometrica perfetta che accoglie e racchiude in sé il mondo, le culture». La famiglia delle religioni di cui gli studenti hanno immaginato la convivenza si compone di 11 elementi: tre di matrice abramica (giudaismoebraismo, cristianesimo e isiam); tre di matrice induista (induismo, buddismo e giainismo); tre dell'Estremo oriente (confucianesimo, taoismo e scintoismo) e due che si posizionano tra isiam e induismo (sickismo e zaroastrismo). «Tutto nasce da un corso che ho tenuto tre anni fa sull'arte sacra. Alla fine ho seguito 15 ragazzi nell'elaborazione della tesi finale. Abbiamo lavorato per sei mesi, suddivisi in tre gruppi» racconta l'architetto Luca Cendali, coordinatore del progetto di tesi. Nella prima fase ogni studente ha scelto una religione e ne ha approfondito i contenuti. «In un secondo momento - continua il docente - i giovani designer hanno individuato un'idea poetica, un elemento che avrebbe sostenuto l'intero progetto: l'acqua (elemento purificatore); i numeri dall'uno al dieci; i quattro elementi (terra, acqua, aria e fuoco) e i loro simboli; i quattro colori (marrone, blu, azzurro e arancione)». Infine, è giunto il momento della progettazione del tempio, partendo da una base di 30 metri di diametro: «Lo spazio conclude Cendali da una parte doveva esprimere i valori e i principi dei vari culti religiosi, dall'altra bisognava che fosse al di fuori del tempo della religione». Missione compiuta
Cinque progetti per il tempio di tutti
Il gruppo di studenti dell'Istituto europeo di design (Ied) ha creato un progetto per un tempio che rappresenti la convivenza etnica e religiosa all'interno della società odierna. Il progetto, chiamato "II tempio del design", è stato presentato al Salone del mobile di Milano. I progetti sono stati elaborati da studenti provenienti da tutto il mondo e hanno immaginato un luogo di culto che risponda alle esigenze di una società multietnica. Il messaggio dell'arte è quello dell'ascolto, della tolleranza e del rispetto dell'altro.
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