MOSTRA Quattordici manifestazioni in altrettante città italiane. A Bari «Periferie tra emergenze e recupero». Da oggi all'I luglio nella Biblioteca Nazionale «Sagarriga Visconti » Esplosione dì arte giovane da oggi in Italia. Si aprono in simultanea quattordici mostre in altrettante città, fra cui Bari e Potenza. Vi partecipano 140 giovani artisti, presentati da 42 crìtici. Sono le cifre della quinta edizione di «Gemine Muse». La manifestazione nazionale nacque con l'indento di promuòvere autori nativi dei singoli territori, impegnandoli a misurarsi con spazi non appartenenti all'arte contemporanea, come musei dell'antico e istituzioni culturali in genere, n progetto è gestito dalle associazioni GAI (un circuito di giovani artisti italiani) e CIDAC (che riunisce le città d'arte e di cultura) col sostegno del DARC, il Dipartimento per l'arte contemporanea e l'architettura del Ministero dei Beni Culturali. A Bari l'evento si celebra quest'anno nella nuova sede della Biblioteca Nazionale, ormai pienamente funzionante nell'ambito della Cittadella della Cultura (l'ex Macello). A Potenza è impegnato il Museo Archeologico, con una estensione nel castello di Lagopesole. Ogni città svolge un tema diverso, aperto al sociale: è la formula nuova del 2007, con iniziative anche di musica e teatro. Nel Potentino (dove l'evento è sponsorizzato dalla Amministrazione Provinciale) sono organizzate due mostre che puntano a «relazioni, scambi e ricerca dentro e oltre i confini della Basilicata» sotto il titolo «L'Arte nella rete», a cura di Pasquale Salerno e Rino Cardone. A Bari invece si parla di «Periferie tra emergenze e recupero», problema molto sentito nell'arte contemporanea. Lo evocano con intensità di narrazioni tre autori invitati da Antonella Marino. Angelo Però, 25 anni, attivo fra Lecce e Venezia, racconta la storia emblematica di Anicoara, una bella ragazza romena madre di una bimba di 2 anni, che fa la badante ad una coppia di anziani nel quartiere San Paolo. A Bari ci giunse viaggiando per fremila chilometri su un ford transit. Un grande pannello fotografico ce la presenta a guisa di moderna, nuda, Madonna con bambino. H lungo viaggio è evocato con tasselli di mappe distesi per terra, su cui corre un filo rosso teso fra gomme di furgone. Le vicissitudini della sua vita sono narrate su pannelli scritti in rumeno e in dialetto barese: come dire, l'incontro e lo scambio fra lingue e culture, ma anche la difficoltà del comunicare (e del vivere). Di una singolare spedizione a Torre Quetta si occupa il barese Antonio Porta, classe 1975, laureato in lettere e computer grafica. Sì è inventato un alter ego, il Dottor Porka, che con il volto coperto appunto da una maschera di maiale sì cimenta in performances di esplorazioni del reale. Con lui agiscono i P-Project, vivace gruppo alternativo (Davide Vitrano, estroso fumettista, Gianluca Spinelli nome d'arte Zoka - che pare sia fra i più bravi writer italiani, e Piero De Filippo ovvero Zioid, ingegnere e designer). La brigata s'introdusse mesi fa nella spiaggia barese interdetta dopo che si era scoperta la contaminazione dall'amianto della Fibronit. Ne presero possesso ideale incollando sui muri di un casotto abbandonato (rifugio di un extracomunitario) e tutt'attorno, foto della zona abbandonata e inquinata, una immagine di Pasolini, e disegni in stile murale. Sorpresi e fermati dai vigili, furono «graziati» solo dopo accese discussioni, anche per l'intervento dell'assessore alla cultura Nicola Laforgia. Ora quelle foto e quei disegni formano dei pannelli che si svolgono lungo la spirale di una scala a chiocciola della Biblioteca, mentre un video girato di nascosto documenta l'animato incontro con i vigili. Da questa forma di denuncia sotto spoglie stralunate - sul filo del grottesco - di una spiaggia degradata, dunque «periferia» anch'essa, si passa ad una distaccata lettura concettuale proprio del mare come «periferia liquida», margine di avventura umana. La propone Donatello De Mattia, barese anche lui (37 anni), laureando in urbanistica a Venezia, che ha all'attivo collaborazioni con gruppi di ricerca come gli Stalker (impegnati l'anno scorso a Bari) e Multipli city Due carte nautiche disegnano le rotte di navi fra la costa pugliese e quella balcanica. In un video si scorge l'andirivieni di navi entrano ed escono dal porto. Danno vita ai percorsi virtuali tracciati da i marittimi, come si vede in altro video a fronte. Si snodano così, in ambienti consacrati al silenzio della lettura e dello studio, i capitoli di una ricognizione visionaria e di una denuncia lampeggiante per segnali visivi. A conferma che anche in di Puglia si fa strada una nouvelle vague che concepisce l'arte come indagine sulle emergenze del tempo, e coinvolgimento nelle pieghe e piaghe della propria società. L'evento «Gemine Muse» viene presentato questa mattina (ore 11) a Bari, nella Biblioteca Nazionale «Saganiga Visconti Volpi» (Cittadella della Cultura, via Pietro Oreste 45). La mostra «Bari, Periferie tra emergenze e recupero» sarà poi visitatile sino al 1 luglio. Ingresso libero. Orari: dal lunedì al venerdì 9-18, sabato 9-13. Info: tel. 0802173111.
Gemine Muse, l'arte giovane sbarca in Puglia e Basilicata
La quinta edizione della manifestazione nazionale Gemine Muse si apre in simultanea in quattordici città italiane, tra cui Bari e Potenza. La manifestazione promuove autori nativi dei singoli territori, impegnandoli a misurarsi con spazi non appartenenti all'arte contemporanea. A Bari, la mostra si celebra nella nuova sede della Biblioteca Nazionale, mentre a Potenza è impegnato il Museo Archeologico. Ogni città svolge un tema diverso, aperto al sociale. A Bari, la mostra "Periferie tra emergenze e recupero" esplora il tema delle periferie e del recupero, con narrazioni di autori invitati da Antonella Marino.
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