Per il 2760 Natale di Roma è stata posta nella teca di Aymonino Veltroni: "Rappresenta una città solidale e generosa". Triplicati gli ingressi nel primo giorno di esposizione della statua -------------------------------------------------------------------------------- Lultima scoperta lha annunciata ieri il sindaco Walter Veltroni, presentando al pubblico la nuova collocazione della Lupa capitolina: durante i lavori di restauro si è potuta ricostruire limpronta digitale dellartista che lha creata. «Sarebbe da esporre anchessa», ha commentato, «perché è limpronta di un genio». La Lupa capitolina vista da vicino è davvero una sorpresa. Scesa dal piedistallo e finalmente tornata, come ha notato Veltroni, alla luce e al sole di Roma, mostra unespressione preoccupata e attenta, le orbite profonde sotto la fronte crucciata. Non guarda in basso, verso i due gemelli - unaggiunta del XV secolo - ma dritto in faccia un possibile nemico. Il corpo è scattante, pronto a muoversi, dinamico, e sotto la pelliccia ricciuta si intravedono i muscoli, le vene e i nervi. Ad ammirarla nella sola giornata di ieri 6500 visitatori, quasi il triplo di quanti entrano ai Musei Capitolini in una giornata normale. Da ieri infatti la Lupa, "mater romanorum", è visibile nella grande Teca che custodisce il Marco Aurelio, ai Musei Capitolini. Una collocazione che permetterà a tutti, come ha detto il sovrintendente ai Beni Culturali di Roma Eugenio La Rocca, di farsi unidea anche riguardo alle polemiche nate negli ultimi tempi intorno a questo bellissimo bronzo: unopera tra il VI e il V secolo a. C., secondo lattribuzione tradizionale, una statua dellalto medioevo secondo le ultime ricerche. Comunque sia, qualunque sia la sua origine, quello che è certo è che nei secoli essa è diventata il simbolo di Roma. «È lidea di una città generosa», ha detto il sindaco, «che non si tira indietro e, se cè qualcuno che ha bisogno, gli dà il suo latte anche se non è della sua stessa specie». È il simbolo «di una città accogliente e solidale» e la sua collocazione nella modernissima ala dei Musei Capitolini creata dallarchitetto Aymonino per la statua equestre del Marco Aurelio ricorda la costante tensione della capitale tra tradizione e innovazione, tra passato e futuro. «Oggi festeggiamo i 2760 anni di Roma e ce li portiamo abbastanza bene», ha aggiunto Veltroni, «è una città fresca, carica di energia ma anche attenta alla sua storia». La Lupa è collocata, nella Teca, praticamente di fronte alla grande statua di Marco Aurelio, e oltre a pannelli che ne raccontano la storia nel corredo che lattornia ci sono anche dei calchi che permettono di ricostruire la tecnica con la quale è stata forgiata. Proprio il tipo di fusione - un unico getto per tutta la statua - ha fatto ritenere il bronzo più recente, perché questa tecnica non veniva usata in epoca repubblicana. Unepoca però, come ha ricordato la direttrice dei Musei Capitolini Anna Mura Sommella, che vide nella città una straordinaria presenza di artisti di formazione greca, etrusca, punica e fenicia, «una città cosmopolita che poteva permettersi un capolavoro di questa portata». La collocazione della Lupa nella Teca, come ha spiegato lassessore alla cultura Silvio Di Francia, fa parte di unopera di completamento dei Musei Capitolini, un riassetto che permetterà al pubblico di confrontarsi con le opere più importanti custodite nei Musei che verranno esposte, volta per volta, in allestimenti corredati di documentazioni e approfondimenti.