Nuova puntata del braccio di ferro sul corso Umberto tra Comune e Soprintendenza Lassessore Nugnes consegna al prefetto il dossier sulle condizioni di rischio per la viabilità e sui pericoli per i pedoni -------------------------------------------------------------------------------- Un fossato, più largo e profondo delle buche disseminate lungo il corso Umberto, divide Soprintendenza e Comune. È infatti appena arrivata in Comune una nuova lettera firmata dal soprintendente ai beni paesaggistici Enrico Guglielmo, che ribadisce e argomenta lopposizione a una ripavimentazione in asfalto anziché sampietrini del corso Umberto, anche se fosse solo in via provvisoria. Di rimando, lassessore Giorgio Nugnes ha consegnato al prefetto Alessandro Pansa lannunciato dossier sulle condizioni di rischio per la viabilità in cui versa il Rettifilo; e soprattutto sul pericolo per la sicurezza di pedoni e autisti. Un ulteriore atto della sfida è rappresentato dalla decisione presa dalla giunta comunale, che ha inserito nel bilancio di previsione 2007 la cifra di appena 2 milioni di euro per la riqualificazione stradale, esattamente il costo dellintervento da eseguire lungo i 1700 metri del corso Umberto, ma con asfalto; mentre per rivestire la stessa arteria con i cubetti di porfido occorrerebbero 16 milioni. Lassessore Nugnes si limita ad alzare le braccia: «Queste sono, purtroppo, le risorse a disposizione: se alla fine si decidesse di procedere con i sampietrini, copriremo con questa somma solo un piccolo segmento della strada». Nei giorni scorsi Guglielmo e il direttore coordinatore della Soprintendenza Ugo Carughi hanno inviato una lettera a "Repubblica" con alcuni passi molto critici nei confronti del Comune. «Mentre da parte di taluni scrivono Carughi e Guglielmo si cerca di presentare come questione di ordine pubblico e di pericolo per lincolumità dei cittadini una situazione determinata unicamente da una irresponsabile e annosa carenza di manutenzioni tecnicamente adeguate e da una mancata programmazione degli interventi, si scade addirittura nel riferire in modo fuorviante i contenuti di riunioni di lavoro». «Si cerca così continuano i vertici della Soprintendenza di disorientare lopinione pubblica, confondendo le cause con gli effetti, e indirizzando lattenzione generale sul pericolo quotidiano e contingente, distogliendola dalle cause vere del fenomeno e tentando progressivamente di estraniarla dalle comuni radici culturali. Un patrimonio storico-artistico riconosciuto a livello mondiale dallUnesco, con motivazioni che lavvocato Gerardo Marotta e il professor Francesco Lucarelli, insieme allallora soprintendente Mario De Cunzo e allarchitetto Ugo Carughi, avanzarono con successo quando richiesero di inserire il centro storico di Napoli tra i beni del patrimonio dellUmanità. Correva lanno 1994 e gli autobus transitavano da decenni, senza problema alcuno, sul selciato in cubetti di pietra di corso Umberto I e di tante altre strade del centro storico napoletano».