La superficie impegnata per le esposizioni è pari a 1800 metri quadri, cinque volte più esteso è lo spazio occupato dai tre piani dell'edificio. C'è un Auditorium capace di 200 posti, un laboratorio di restauro, sale per mostre temporanee, una postazione per internet, la Biblioteca. Per la realizzazione e l'allestimento del contenitore si sono spesi 13 milioni di euro, somma finanziata sia dal Ministero per i Beni Culturali (10,5 milioni) sia dalla Regione Campania. Oltre ai materiali conservati nei depositi, in mostra ci sono duemila reperti archeologici in quaranta vetrine. Questi, i numeri de «Gli Etruschi di frontiera» il nuovo Museo archeologico, diretto da Angela Iacoe, che sarà inaugurato domani a Pontecagnano Faiano. Per la cerimonia arriveranno Anna Maria Reggiani, Antonia Pasqua Recchia, Stefano De Caro, Marco di Lello e Angelo Villani. Un'area, quella di Pontecagnano, su cui la prima presenza umana fissa è stata datata al 1000 a. C., allorché la zona fu scelta da popolazioni dell'Etruria marittima, la Maremma toscana, per le sue caratteristiche geo-morfologiche e per la possibilità di controllare i traffici marittimi. Un insediamento che si sviluppa in maniera eccezionale e dove la cultura, nel periodo Orientalizzante (VIII-VII secolo a.C.), viene influenzata dalle raffinate manifestazioni artistiche originate in Oriente e in Grecia. Il potere è in mano a grandi famiglie aristocratiche in cui spiccano principi e principesse che hanno stili di vita raffinati e lussuosi, così come testimoniano i corredi funerari finemente lavorati, oltre a quelli esotici provenienti da Fenicia, Asia Minore, Cipro. Pontecagnano ben presto ha smesso la sua primitiva veste di insediamento agricolo per rivestire il ruolo di centro commerciale ed emporio per tutte le città dell'entroterra. Poi, la presenza degli Etruschi che, tra il VI e il V secolo a.C., fanno sentire tutta la loro influenza culturale. Quindi, la romanizzazione della piana del Sele con la fondazione della colonia latina di Paestum, nel 273 a.C., e la deportazione a Pontecagnano da parte dei Romani di un nucleo di Piceni dalla costa adriatica. Nasce così Picentia, centro che sarà messo a ferro e a fuoco dalle legioni per essersi alleato con Annibale. Giuliana Tocco, soprintendente archeologo di Salerno, sottolinea: «Abbiamo sviluppato le tematiche più interessanti e significative perché l'esposizione non fosse monotona e stancante». La notizia è recente: presto arriveranno anche i supporti multimediali, grazie ai 500mila euro dei fondi Lotto.
I lussi di gente sulla frontiera
Il nuovo Museo archeologico di Pontecagnano Faiano, diretto da Angela Iacoe, sarà inaugurato domani. La superficie impegnata per le esposizioni è di 1800 metri quadri, mentre lo spazio occupato dai tre piani dell'edificio è cinque volte più esteso. Il costo della realizzazione e dell'allestimento del contenitore è stato di 13 milioni di euro, finanziato dal Ministero per i Beni Culturali e dalla Regione Campania. In mostra ci sono duemila reperti archeologici in quaranta vetrine. L'area di Pontecagnano è stata abitata fin dal 1000 a.C. e ha visto la presenza di popolazioni dell'Etruria marittima, la Maremma toscana e dei Romani.
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