Con le rose, qualche spina. Il progetto di valorizzare Veio, antica città etrusca, è bello, si capisce che il responsabile dei Beni culturali Francesco Rutelli se ne sia subito innamorato e ne abbia fatto, a settembre, una bandiera del suo ministero. Ma qualche problema se l'è portato dietro. Veio contro Roma e accanto a Roma. L'antica feroce rivale, che la città di Romolo espugnò nel 396 a.C, dopo un assedio di 10 anni, è ancora in gran parte sotto terra, a nord della capitale, incuneata tra la via Cassia e la Cassia bis. E tutta inserita nei 15 mila ettari del Parco regionale di Veio. All'interno si trovano i 192 ettari dell'antica città, dove ancora sono in corso scavi a cura dell'Università di Roma. Ma la zona archeologica, compresi i san-tuari, copre 500 ettari. I recenti ritrovamenti di due splendide tombe affrescate, «delle anatre» e «dei leoni ruggenti», lasciano capire che lì sotto potrebbero esserci altri tesori. Ed ecco dunque una notevole opportunità di turismo, di spazi verdi e di cultura per gli stessi romani. Un polmone che alleggerirebbe i pesanti flussi turistici che creano vari problemi alla capitale. Veio, nell'idea di Rutelli, potrebbe costituire un pezzo importante di un polo etrusco, culturale e turistico, ancora in buona parte da lanciare. E ciò vuoi dire investimenti, occupazione, conversioni industriali. Proprio su richiesta di Rutelli dopo settembre è stato messo insieme, con l'aiuto della Regione Lazio, dei vari enti locali interessati e degli enti statali, un primo «piano di valorizzazione» di Veio. L'ha coordinato la soprintendente ed etruscologa Anna Maria Moretti. In questo piano però affiorano alcune questioni. Qualcuna è vecchia: in particolare la presenza di aree agricole appartenenti a privati e all'Università agraria di Isola Farnese, con i quali già nel passato il parco regionale tentò, senza successo, espropri e accordi amichevoli. Alcuni dei percorsi attraversati dal parco passano proprio su quelle aree. Poi ci sono consistenti problemi di finanziamenti: a parte gli espropri, per gli interventi veri e propri il progetto prevede la spesa di diversi milioni di euro. Infine, c'è chi prevede che comunque non si arriverebbe mai ad avere un'area compatta e facilmente visitabile come Ostia Antica: gli scavi effettuati finora sono molto dispersi. Problemi, ma vale la pena risolverli.
Rose e spine tra le rovine del parco di Veio
Il progetto di valorizzazione di Veio, antica città etrusca, è stato lanciato dal ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli. Il progetto prevede la creazione di un polo etrusco culturale e turistico, con investimenti e occupazione. Tuttavia, ci sono problemi da affrontare, come la presenza di aree agricole private e l'assenza di finanziamenti sufficienti. Gli scavi archeologici sono in corso e potrebbero rivelare altri tesori. Il progetto prevede la creazione di un'area compatta e facilmente visitabile, ma gli scavi attuali sono dispersi. Nonostante i problemi, il progetto potrebbe alleggerire i pesanti flussi turistici a Roma e creare opportunità per l'economia locale.
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