Si tratta di una villa trifamiliare di quattro piani. Si chiede di verificare eventuali violazioni L'Arci ha inoltrato un esposto in Procura a Vasto contro la realizzazione di un edificio che si ritiene deturpante VASTO «Noi non ci rassegniamo a vedere località Canale devastata»: lo dice il presidente dell'Arci di Vasto, Lino Salvatorelli, che ha presentato alla Procura della Repubblica un esposto in cui denuncia la realizzazione di una struttura a 4 piani, di 14 metri di altezza, con concessione edilizia del 2005, a ridosso della spiaggia di contrada Canale. L'Arci precisa che, nella relazione tecnica che accompagna il progetto dell'opera, si legge che obiettivo della stessa è «creare un'immagine di "già visto", come a voler inserire nel contesto una costruzione che nella immaginazione di chi si trova ad osservare nuovamente il luogo dopo la sua realizzazione percepisca qualcosa che c'è sempre stato». «Noi non abbiamo affatto la sensazione di vedere qualcosa che c'è sempre stato - sbotta Salvatorelli -. Quello che vediamo è, invece, un mostruoso palazzo in riva al mare che svetta in mezzo alla macchia mediterranea!». L'Arci chiede come sia stato possibile concedere i nulla osta necessari a una costruzione che la stesso tecnico istruttore definisce «a pochi metri dalla battigia». «Ci piacerebbe molto conoscere il contenuto del nulla osta della Soprintendenza - aggiunge Salvatorelli - ma, nonostante ne abbiamo fatto richiesta al Comune sin dal 12102006, finora non siamo riusciti ad averne copia». «Con questo esposto - conclude l'Arci - si spera di riaprire la partita in contrada Canale, dove ricordiamo che sono previste circa 20 villette. L'istituzione del sistema delle aree protette lungo la Costa Teatina dimostra che gli orientamenti di sviluppo sono cambiati: le costruzioni in riva al mare non sono compatibili con i nuovi orientamenti». Nella foto: un tratto della spiaggia di Vasto