Santa Maria la Carità. Siglata tra l'amministrazione comunale di Santa Maria La Carità e la fondazione Restoring Ancient Stabiae un protocollo che prevede siano chiaramente indicati come d'origine sammaritana tutti reperti archeologici provenienti da quel territorio e per i quali sono previste future esposizioni nelle mostre della Ras. L'accordo fa seguito al «grande interesse per i propri fini istituzionali» mostrato dal Comune che individua nel progetto della Fondazione la possibilità di «sviluppo sociale e crescita economica del territorio». L'area della cittadina difatti è una delle più ricche di resti antichi tra tutte quelle dell'Ager stabianus, il territorio occupato dalla Stabiae d'epoca romana. La sua importanza deriva oltre che dalle numerose fattorie e ville agricole destinate alla conduzione di fondi di ridotte dimensioni e adatti alla coltivazione intensiva dei cereali (oltre che della vite e dell'olivo) anche dall'essere territorio attraversato dalla via Stabiana appunto, la grande arteria che collegava Stabiae con Nuceria Alfataerna, l'antica Nocera, favorendo i traffici tra l'interno e la costa. Certamente importante, per i numerosi corredi tombali rinvenuti, è la necropoli arcaica di via Madonna delle Grazie che testimonia la frequentazione della zona sin dalla seconda metà del VII secolo a. C. ed ha restituito vasi, fibule, anelli, assieme a oggetti provenienti dalle regioni africane come scarabei egizi e fenici ed elementi di ambra e pasta vitrea per collane. «Oltre a indicare chiaramente i reperti d'origine sammaritanese - conferma Ferdinando Spagnuolo, notaio stabiese e consigliere delegato di Ras - promuoveremo anche studi specifici sul patrimonio archeologico comunale e una mostra didattica in cui evidenziare il livello del patrimonio culturale e scientifico della cittadina». «Si tratta di un progetto che arrecherà notevoli benefici, sia dal punto di vista sociale che economico, a tutti i cittadini - afferma Francesco Cascone, sindaco di Santa Maria la Carità - Il protocollo stilato con la Restoring Ancient Stabiae giunge al termine di una lunga attività amministrativa che ha puntato molto sulla rivalutazione delle proprie ricchezze archeologiche. Siamo convinti pertanto che la riscoperta delle nostre origini rappresenta uno dei punti fondamentali per completare lo sviluppo complessivo della città».
CAMPANIA Reperti archeologici con l'origine indicata. Protocollo tra Comune e Fondazione Restoring Ancient Stabiae
Il Comune di Santa Maria la Carità ha firmato un protocollo con la fondazione Restoring Ancient Stabiae per la valorizzazione del patrimonio archeologico comunale. Il documento prevede l'indicazione dei reperti archeologici provenienti dal territorio della cittadina come d'origine sammaritana e la promozione di esposizioni nelle mostre della Ras. L'accordo è stato possibile grazie al grande interesse del Comune per i propri fini istituzionali e la possibilità di sviluppo sociale e economico del territorio. L'area della cittadina è ricca di resti antichi, tra cui fattorie e ville agricole, e la via Stabiana, che collegava Stabiae con Nuceria Alfataerna.
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