Fatta la legge, ecco arrivare le prime critiche. La nuova normativa sul cinema presentata a Venezia dal ministro Giuliano Urbani è stata accolta con molte perplessità dal mondo degli addetti ai lavori. Però, Urbani ha annunciato che il meccanismo del decreto legislativo è stato adottato perché permette di introdurre modifiche nell'arco di due anni, per riparare a .eventuali errori. Ma ecco alcuni commenti alla nuova legge. Noto e durissimo l'attacco di Aurelio De Laurentiis. «È inaccettabile il mancato aumento del fondo che resta fisso al 19», sostiene De Laurentiis. «Il tetto di finanziamento è basso rispetto alle produzioni negli altri paesi europei e non ci rende competitivi». De Laurentiis è critico anche verso la necessità, ricordata dal ministro Urbani, di attenersi al nuovo titolo V della Costituzione. «Cosa c'entra la Lega e il federalismo», ha domandato il produttore, «con il problema delle sale e col fatto che, per esempio, in Francia, con gli stessi abitanti, ci sono 80 milioni di spettatori in. più per il cinema?». De Laurentiis polemizza anche sul film di genere penalizzato e sull'obbligo dell'uso della lingua italiana per accedere ai finanziamenti; sull'assenza nel testo di legge sul downloading dalla rete; sulla pirateria e sull'home video che in America rappresenta il 40 degli introiti; sull'eccessivo potere a Cinecittà. Meno negativa l'Anec. L'associazione degli esercenti valuta positivamente la nuova legge, ma con qualche riserva. «È una norma cornice che rinvia spesso a successive norme attuative», dichiarano congiuntamente i dirigenti Anec. «Nella fase istruttoria è mancato un incontro organico con le categorie. Ci si aspetta un maggiore impegno finanziario per progetti e distribuzione e vanno capiti meglio i contenuti per il reference System». Perplessità anche sull'autorizzazione all'apertura di nuove sale affidata dal nuovo decreto alle regioni. Più positivo Giancarlo Leone (amministratore delegato di Rai cinema). «Credo che il reference System sia un buon meccanismo per selezionare la qualità dei produttori e dei prodotti», risponde Leone. «Per la censura sono assolutamente favorevole all'autocertificazione da parte dei produttori». Giuliano Montaldo (presidente di Rai cinema) auspica che la legge contenga incentivi per favorire le coproduzioni europee, unica possibilità per fronteggiare lo strapotere del mercato americano. Il regista Citto Maselli, rappresentante dell'Anac, associazione degli autori cinematografici, sottolinea i pericoli e le carenze di «questo testo contenitore. Per il sostegno economico da dare ai film», avverte Maselli, «il rischio è di favorire più il consolidamento delle imprese e degli autori già affermati che non l'innovazione di cui ha bisogno un'industria di prototipi come quella cinematografica». Estremamente polemica l'opposizione. Giuseppe Giulietta dei Ds sottolinea il pericolo di monopolio. «La nuova normativa è sorella del decreto legge Gasparri», denuncia Giulietti. «La peggiore censura è costituita dal blocco del mercato che non permette di esprimere nuove idee». Titti De Simone di Rifondazione comunista: «Questo decreto legge è pensato per gli interessi di pochi produttori e distributori».