Bacoli. Una discarica nel parco archeologico sommerso di Baia. La scoperta è da attribuire alla capitaneria che ha rinvenuto, sui fondali tra il porto, la spiaggia della Beata Venere e Punta dell'Epitaffio, un grosso accumulo di rifiuti. Batterie d'auto, pneumatici, cavi, reti, bottiglie, lattine imbrigliate tra fazzoletti di sabbia e praterie di posidonia oceanica. Da qui è scattato l'allarme. Lo scempio ambientale è stato evidenziato in uno degli angoli più prestigiosi del litorale flegreo, per la presenza della città sommersa di epoca imperiale e per la fauna che caratterizza lo specchio acqueo. Da qui la denuncia all'autorità giudiziaria presentata dal capo del circondario marittimo di Pozzuoli, Sergio Castellano, e dal comandante dell'ufficio locale marittimo, Paolo Iudice. Ora sono in corso le indagini per risalire ai responsabili. Se una parte di rifiuti leggeri può essere stata trasportata dalle correnti marine e depositata sui fondali, potrebbe non essere così per quelli più pesanti. È probabile che questi ultimi siano stati scaricati in mare di proposito arrecando grossi danni alla fauna del tratto marino in questione. Qui, infatti, ricade il parco sommerso archeologico, un'area marina protetta istituita con un decreto del Ministero ai beni ambientali di concerto con la Regione il 7 agosto del 2002. Il parco, tutelato dalla sovrintendenza ai Beni archeologici di Napoli e Caserta, è stato suddiviso in tre zone: A, di riserva integrale, B, di riserva generale, C, di riserva parziale. Ed è in quest'ultimo spazio che gli uomini della capitaneria con l'ausilio di subacquei hanno rinvenuto i rifiuti, che mettono a rischio l'ecosistema dello specchio d'acqua. E alla scoperta della discarica presto seguirà una radicale task force di bonifica. pa.ca.
CAMPANIA Ecosistema a rischio, presto la bonifica Indagini per individuare i responsabili
Una discarica di rifiuti è stata scoperta nel parco archeologico sommerso di Baia, in Campania. La scoperta è stata fatta dalla capitaneria di Pozzuoli, che ha trovato un grosso accumulo di rifiuti, tra cui batterie d'auto, pneumatici e bottiglie, tra i fondali del porto e della spiaggia della Beata Venere. La presenza di rifiuti pesanti potrebbe mettere a rischio l'ecosistema dello specchio d'acqua e la fauna che lo abita. La scoperta ha sollevato allarme e ha portato a una denuncia all'autorità giudiziaria. Le indagini sono in corso per risalire ai responsabili e una task force di bonifica sarà lanciata per pulire l'area.
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