Impiegati comunali trasferiti, più spazio alla cultura e all'archeologia (con qualche, necessaria, concessione ai privati): e alla fine il mega progetto museale denominato «Grande Capidoglio», vedrà, nel cuore della Roma antica, sorgere 61.250 nuovi metri quadrati destinati a opere d'arte e servizi aggiuntivi dei musei comunali, grazie al recupero di strutture in precedenza occupate da uffici. È questo, in sintesi; il più importate corollario dell'operazione cosiddetta «Campidoglio 2», alla quale la giunta Veltroni sta lavorando da anni e che prevede il trasferimento (già avviato) di uffici e impiegati dal colle storico dell'Urbe alla nuova sede dell'Ostiense. Un corollario che ieri ha preso contorni (quasi) definitivi, grazie a una memoria di giunta approvata e che porta la firma dei due assessori competenti per la materia: Silvio Di Francia (Cultura) e Claudio Minelli (Patrimonio). I due, nel pomeriggio di ieri hanno illustrato, insieme al sindaco Veltroni e al sovrintendente capitolino Eugenio La Rocca, l'articolato progetto che nei prossimi sei mesi sarà definitivamente messo a punto con un piano di fattibilità. Ma le linee guida sono fissate, grazie anche ai non facili, né scontati accordi raggiunti tra le varie istituzioni coinvolte. Prima tappa di questa sorta di domino immobiliare, che coinvolge una decina di edifici di importanza storico-artistica recuperati, la definitiva liberazione dagli uffici (trasferiti all'Ostiense) del palazzo di via dei Cerchi. Qui saranno collocati i materiali archeologici conservati nel museo della civiltà romana dell'Eur (15 mila metri) e sempre qui sorgerà quel museo (a tutt'oggi mancante) che racconterà l'evoluzione della città dalle origini al Tardo antico (30 mila i metri quadri a disposizione). La quasi totale liberazione di via dei Cerchi sarà la prima tappa del progetto, da realizzare entro luglio: «L'edificio sarà liberato dagli uffici dell'assessorato al Commercio e del centro elaborazione dati comunale. Si potrà così cominciare a ristrutturare i locali», ha spiegato Minelli. Via gli uffici, dopo l'estate resteranno solo falegnameria e depositi di costumi e scenografie del Teatro dell'Opera, molte delle quali firmate dai grandi artisti del Novecento come De Chirico e Burri. Tutto materiale che poi verrà trasferito, a sua volta, nel palazzo dell'Eur. Al posto dell'ex museo della civiltà romana nell'edificio di piazza Agnelli sorgerà infatti proprio il futuro museo del Teatro dell'Opera (resterà invece per ora all'Eur il dirimpettaio Planetario, il cui destino è legato al futuro progetto Città della Scienza). L'altra novità di cui si è parlato ieri è il complesso Palazzo e Villa Rivaldi, sui Fori: «Visto il suo splendore ha detto Veltroni sarà innanzitutto il museo di se stesso. Poi, qualora riuscissimo a concluderne l'acquisizione, ospiterà la collezione Torlonia di sculture antiche». Le complesse trattative per acquisire al patrimonio pubblico l'eccezionale collezione famosa nel mondo e a tutt'oggi di proprietà della nobile famiglia sono in corso e secondo indiscrezioni all'accordo finale mancherebbero ancora venti milioni di euro (il costo supera i cento). I soldi per la ristrutturazione del complesso Rivaldi comunque «ci sono». E il Comune ha perfezionato l'accordo con la Regione Lazio e l'Ipab «Santa Maria in Aquiro» (pro-prietaria dell'immobile) per l'affidamento del complesso in concessione con destinazione museale. Molte ancora le novità nell'area centrale archeologica: nel Palazzo Ceva Tiberi, confinante con i Mercati di Traiano (che riapriranno a ottobre), utilizzato fino a oggi come sede della scuola media Viscontino (che andrà all'Angelo Mai) si trasferirà la sede della sovraintendenza comunale, che a sua volta lascerà quella dì piazza Lovatelli, che verrà messa a reddito «tramite bando o in concessione», come si legge nella memoria di giunta, per finanziare progetto e ristrutturazioni (stesso destino per alcuni immobili in via San Teodoro, «nel rispetto del loro valore storico e artistico»). Tra gli altri edifici liberati da uffici c'è inoltre la medievale Torre dei Conti di largo Ricci. Anche questa sarà parte integrata (circa 2.000 metri quadrati di servizi aggiuntivi al pubblico, bar ristoro ecc.) nel futuro assetto dell'area archeologica centrale dei Fori imperiali, sulla cui sistemazione, va ricordato, è al lavoro da tempo una commissione mista Stato-Comune. Altro immobile «liberato» da impiegati generici sarà l'Ospedale Teutonico in Campidoglio, futura sede di laboratori e attività amministrative sì, ma dell'attiguo complesso dei Musei Capitolini; i quali a loro volta, liberati da mansioni svolte finora nel Palazzo dei Conservatori, potranno invece destinare gli spazi in aggiunta ad ampliare l'attività di ristoro. «Non ci sono ancora tempi certi per la realizzazione, in quanto si tratta di un complesso work in progress», ha spigato l'assessore Di Francia. Luglio, comunque, la prima tappa di questo mega progetto che ieri il sindaco ha paragonato a una sorta di «nuovo Louvre»: la nuova superficie museale di cui complessivamente si doterà Roma è infatti di poco inferiore a quella (70 mila metri quadrati) del celebre museo parigino.