C'era una volta Firenze capitale d'Italia: tempi Vj passati, anche se nel capoluogo toscano è rimasta la consapevolezza molto profonda di essere una delle capitali mondiale della cultura e dell'arte. Per questo tra Firenze e Roma non sono mai mancate le polemiche sulla gestione dei beni culturali - sull'autonomia decisionale ed economica di enti e strutture - polemiche che sono cresciute in intensità e frequenza dopo che al ministero di via del Collegio romano è cominciata a circolare la bozza definitiva del riordino del dicastero. All'interno della quale non si fa cenno all'autonomia dell'Opifìcio delle Pietre Dure e della Biblioteca nazionale di Firenze. Un'autonomia che invece viene rivendicata nel mondo della cultura fiorentino e a cui da voce ancora una volta il senatore di Forza Italia Paolo Amato, già protagonista di una clamorosa protesta nei confronti del ministro Francesco Rutelli - il senatore si incatenò all'ingresso degli Uffizi - in occasione del trasferimento in Giappone dell'Annunciazione di Leonardo da Vinci. «Il governo», attacca Amato, «avrebbe dovuto inserire nella finanziaria garanzie precise in favore di un'autonomia finanziaria per istituzioni come l'Opifìcio delle pietre dure e per la Biblioteca nazionale di Firenze. Invece continua solo a prometterle per un indeterminato futuro». Il senatore si riferisce alle garanzie che il sottosegretario dei Beni culturali Andrea Marcucci avrebbe dato alla commissione cultura della Regione Toscana prima di Pasqua senza però confermare quelle garanzie di autonomia in Commissione cultura al Senato. Ma accanto a questa faglia di scontro tra Firenze e Roma se ne aggiunge un'altra relativa stavolta al caso della famigerata pensilina Isozaki, montata di fronte a un ingresso degli Uffìzi per il grande sdegno di personaggi come Vittorio Sgarbi e Franco Zeffirelli che insieme a molti fiorentini l'avevano definita addirittura oscena. L'ex soprintendente di Firenze Antonio Paolucci non aveva usato questi termini ma certo aveva espresso perplessità molto forti sulla pensilina Isozaky e anche sul progetto di attraversamento di Piazza Duomo da parte della Tranvia. Adesso Antonio Paolucci, e stato nominato vicepresidente del Consiglio superiore dei Beni culturali e Paesaggistici, l'organo consultivo del ministero presieduto dal professore Salvatore Settis. Porterà nel Consiglio superiore il lamento dei fiorentini contrari alla pensilina e alla Tranvia? O in lui prevarrà il ruolo di cui è stato investito? Un altro aspetto se si vuole del conflitto fiorentino-romano sull'autonomia. Anche se, per la verità, il comune di Firenze si è sempre dimostrato favorevole sia alla realizzazione della famigerata pensilina degli uffizi sia al progetto della Tranvia.