VENEZIA. L'Istituto ville venete, emanazione della Regione, dovrà lasciare i prestigiosi uffici di piazza San Marco su intimazione dell'Agenzia del demanio. Lo sfratto è ormai certo, anche se l'ente ha cercato di opporsi ricorrendo al Tar. L'Istituto aveva sede a Palazzo Reale dal 1973, ma ora quegli spazi servono ai Beni culturali. Nella vertenza che vede contrapposte due primarie istituzioni pubbliche, c'è in gioco anche un arretrato in affitti di oltre due milioni che lo Stato pretendeva inizialmente, ora ridotti a 570 mila euro se l'Istituto ville venete rinuncerà di sua «spontanea» volontà a mettere i bastoni fra le ruote ai programmi del Demanio. Lo sfratto, già in scadenza, potrebbe al massimo essere procrastinato, ma diverrà esecutivo nel 2008. Palazzo Reale, lo Statoo sfratta la Regione. In Piazza San Marco il Demanio da il benservito all'Istituto ville venete di Roberta De Rossi Detta in estrema sintesi: lo Stato sfratta la Regione da piazza San Marco. Detta più compiutamente: Agenzia del demanio e ministero delle Finanze danno il benservito all'Istituto regionale ville venete, intimandogli di lasciare gli uffici che sin dal 1973 occupa a Palazzo Reale, con ingresso al civico 63 delle Procuratie Nuove, per lasciare spazio agli uffici del ministero dei Beni culturali, bisognosi di espandersi (qui operano anche Soprintendenza al polo museale veneziano e Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici del Veneto). Lo sfratto aveva scadenza la scorsa estate, ma l'Istituto regionale ville venete - che allora aveva come commissario straordinario Franco Miracco, battagliero portavoce del governatore Veneto Giancarlo Galan - non ci ha pensato due volte ad impugnare il provvedimento davanti al Tribunale amministrativo regionale, rivendicando il diritto a stare a Palazzo Reale (sulla base del passaggio di beni patrimoniali tra l'Istituto originario e il nuovo, per legge espressione della Regione Veneto). Il ministero ha replicato, contestando la mancanza di un contratto, con relativi canoni. Ora, però, i giudici amministrativi hanno smorzato le speranze dell'Irvv di restare in piazza San Marco, giudicando il ricorso inammissibile: competente per gli sfratti, infatti, è il Tribunale civile, scrivono i giudici del Tar. Ma difficilmente la causa avrà un seguito: ormai la strada è segnata e l'Istituto lascerà Venezia. L'Irvv ha infatti in fase di reastauro la sua sede a Villa Venier, a Mira, e i lavori dovrebbero completarsi nel 2008 e l'Agenzia del Demanio, a questo punto, è disposta ad aspettare: ma a patto che l'Istituto non vada oltre con le cause e paghi un indennizzo per gli arretrati, anche se sul punto economico prevale il «segreto d'ufficio». «L'amministrazione ha bisogno di spazi per la Soprintendenza», spiega il geometra Morbiato dell'Agenzia del Demanio di Venezia, «a questo punto, attenderemo che si concludano i lavori della nuova sede: non c'è alcun interesse a mettere l'Istituto in difficoltà. Gli arretrati? Sul punto non posso rispondere». E si tratta di un bel po' di soldi, che certamente metterebbe in difficoltà il bilancio dell'Istituto che si preoccupa della salvaguardia del patrimonio storico ed artistico delle ville venete, ma che anche rivendica il diritto ad un canone agevolato, in quanto ente strumentale regionale. E' dal lontano 1983 che lo Stato pensa di riprendersi quei locali, ma l'accelerazione è arrivata nel 2005, quando l'Agenzia del Demanio ha mandato un conto salatissimo all'Ir-vv, intimando il pagamento di 2,223 milioni di euro per l'occupazione degli spazi sin dal 1973, a fronte di un affitto puramente simbolico. L'Irvv aveva replicato con un'offerta prò borio pacis di 100 mila euro l'anno come canone futuro. Così si era arrivarti all'ingiunzione di sfratto, con l'Agenzia che ha intimato il rilascio dell'immobile entro marzo 2006. La causa al Tar ha congelato le aspettative del ministero delle Finanze, che ora - però - riprendono vigore. Come pure le aspettative sul saldo degli arretrati (anche perché, dietro l'angolo, potrebbe altrimenti paventarsi il rischio di una causa contabile per danni all'Erario a carico del ministero inadempiente nel pretendere il pagamento dell'affitto). Nel frattempo, le pretese dello Stato sono però calate, riducendosi ad un conto pari a 570 mila euro, a titolo di indennizzo per l'occupazione degli uffici dal 1996 al 2005. la Nuova Venezia 17-04-2007 L'Ente per le ville venete diviene Istituto regionale nel 1979, con il compito di provvedere, anche sostituendosi al proprietario, «al consolidamento, restauro e migliore uso delle Ville Venete»: patrimonio di 4217 edifici. Ma è anche terreno di scontro politico interno a FI. Da giugno, lo presiede l'ex consigliera regionale forzista Nadia Qualarsa, mentre è aperto il bando per la nomina del nuovo direttore (accompagnato dalle polemiche sulla revoca dell'incarico a Maurizio Gasparin e le dimissioni del successore Costantino Toniolo).