- FIRENZE - LA DISCUSSIONE per assegnare i contributi è stata animata: capirete, erano in ballo 46 milioni di euro da assegnare ai comuni che avevano presentato progetti per musei e biblioteche, percorsi culturali, recupero di palazzi storici. Ieri la giunta regionale ha deciso: quei soldi saranno divisi fra 55 progetti. Ma non è tutto. Sul bilancio pluriennale 2006-2008 della Regione e dunque con fondi diretti dell'amministrazione regionale, sono disponibili 32 milioni e 600 mila euro che finanzieranno 44 opere. Il 30 maggio, la Regione e i ministeri dei Beni culturali e Sviluppo economico sottoscriveranno il V Accordo integrativo del più' generale accordo di programma quadro per i beni e le attivila' culturali: un documento che, a fronte di investimenti per 23 milioni di euro, finanzierà altri 11 progetti. Tutti di grande impatto, fra i quali spiccano quelli per le Cascine di Firenze (per un totale di 2,1 milioni di euro) e per il museo Pecci di Prato (5 milioni di euro). DI RILIEVO, nell'ambito delle celebrazioni galileiane, anche la ristrutturazione del museo fiorentino dedicato alla Storia della scienza (la Regione interviene, per questo progetto, con un milione e mezzo di euro e in totale l'accordo prevede risorse per oltre sei milioni di euro). Soddisfatto il governatore, Claudio Martini: «In Toscana gli interventi per i beni culturali hanno un valore strategico. Potenziare l'offerta culturale e' un sostegno allo sviluppo dell' economia locale. I 55 progetti finanziati sono il frutto di un lungo lavoro fatto in collaborazione con Province, Enti locali e la co-munita1 civile, per spendere, con efficienza e nel rispetto dei parametri di qualità le risorse disponibili in una fase di grande sofferenza per la finanza regionale. Ma non ci limitiamo a piangere sulla carenza delle risorse: abbiamo messo in piedi meccanismi come le sinergie con il governo e fra pochi giorni firmeremo un importante accordo integrativo. Stiamo rendendo operativa una soluzione che nei prossimi 3 anni consentirà di soddisfare le richieste dei grandi e dei piccoli comuni, perché i beni culturali sono la linfa vitale, la grande risorsa della Toscana».