Rutelli scende in campo a difesa del paesaggio italiano annunciando una controffensiva che porterà tra l'altro a censire le emergenze del territorio, modificare il Codice dei beni culturali, demolire dove possibile gli ecomostri, rafforzare le soprintendenze e attivare intese ad hoc con le Regioni. «Il paesaggio italiano è uno dei nostri più grandi patrimoni - spiega il vicepremier e ministro dei Beni culturali - difendiamo lo sviluppo economico, l'industria dell'edilizia, ma scongiuriamo una crescita delle edificazioni che non lascino più ai nostri figli il paesaggio come bene insostituibile per il futuro, per la salute, per l'identità nazionale». Un appello deciso contro «la crescita esponenziale dei valori immobiliari» che spinge a «cementificare il territorio dell'Italia profonda». Nei giorni scorsi è stato presentato il primo esito del censimento dei casi più critici messo a punto con le relazioni che il ministero ha chiesto a 17 direzioni regionali e 30 soprintendenze per i beni architettonici e del paesaggio. In prima fila il dramma degli ecomostri come quello di Alimuri, lo scheletro in cemento che da più di 15 anni incombe sulla baia di Vico Equense: un albergo a più piani che non è mai stato completato; un impianto che poggia quasi sull'acqua diventato da tempo oggetto di vicende giudiziarie dall'esito controverso e per il quale il Comune campano ha recentemente deliberato a favore della definitiva demolizione. Tra gli altri casi che il ministero ha sotto gli occhi anche le 30 torri per l'eolico bloccate di recente dalla direzione regionale della Puglia vicino all'area archeologica di Saepinum, le torri innalzate per il teatro pucciniano a Torre del Lago, la variante urbanistica che avrebbe permesso una speculazione nella zona di Vigna Santuc-ci, teatro nel 1867 della celebre Battaglia di Mentana. E poi ancora l'area archeologica di Gravisca, sul Lido di Tarquinia, su cui insiste un ultimo scheletro abusivo in cemento armato che si sovrappone ai resti di un'antica struttura di domus romana. Un atlante degli ecomostri ma anche delle mega costruzioni in via di realizzazione in territori vincolati. Tra queste anche un porto turistico con banchina in cemento armato lunga 350 metri e con un intervento alberghiero con otto piani fuori terra in località Caviate, a Lecco; una lottizzazione residenziale a più ville con più piani in un'area verde compresa tra la strada provinciale Desenzano-Salò e il castello di Moniga sul Lago di Garda; il progetto di stabilimenti balneari, approdi per sport nautici, percorsi pedonali e ciclabili sull'unico tratto di spiaggia ancora integra per una lunghezza di 4 km a Sant'Andrea Apostolo dello Jonio, in provincia di Catanzaro. «Oggi - osserva il ministro - si moltiplicano lottizzazioni e insediamenti» e «c'è la necessità di governare queste trasformazioni. L'80 del nostro territorio infatti è amministrato da Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti, da municipi che spesso non hanno neanche un geometra, figuriamoci l'architetto paesaggista». Insomma «l'unica strada è la collaborazione - conclude Rutelli -, non possiamo pensare che i Comuni privi di ufficio tecnico possano fronteggiare da soli le richieste». B