La decisione. Lo ha stabilito Rutelli: d'ora in poi l'ente si occuperà di promozione culturale L'Ente Teatrale Italiano non gestirà più i suoi teatri di Roma (Valle e Quirino), di Firenze (La Pergola), di Bologna (Duse); d'ora in avanti la sua missione sarà la promozione culturale del teatro e la progettazione di manifestazioni sia in Italia che all'estero: lo ha stabilito un atteso atto di indirizzo del Ministro Rutelli, che è stato recepito ieri dal cda dell'Eti-stesso. Secondo le istruzioni del ministro, l'azione dell'Eti si concretizzerà in precise aree di competenza, dice un comunicato dell'ente: collaborazione artistica internazionale, d'intesa con analoghe istituzioni straniere; rapporti interistitu-zionali, mettendo a disposizione il proprio patrimonio di conoscenze e di tecniche; promozione delle nuove creatività nel teatro e nella danza, con particolare riguardo ai giovani artisti; promozione e formazione del pubblico, anche «attraverso un progetto nazionale dedicato ali educazione al teatro». L'ENTE ABBANDONA, così, le sue funzioni distributive e di mercato e da attuazione all'articolo 3 del proprio statuto, procedendo ad una progressiva dismissione dei teatri direttamente gestiti. A tal fine, il Consiglio di Amministrazione dell'Eti ha incaricato il direttore generale Onofrio Cutaia di predisporre, entro 150 giorni, un piano di riorganizzazione del sistema «attraverso eventuali accordi con gli enti locali e territoriali di riferimento senza escludere, ove opportuno, soluzioni che comportino il coinvolgimento di partner privati». L'Eti per la concreta realizzazione della propria missione culturale manterrà comunque «un unico spazio teatrale nella capitale, destinato ad accogliere progetti ed esperienze arti-stiche d eccellenza individuate su scala nazionale ed internazionale».