Palazzo Madama preso d'assalto, a settembre aprirà Venaria. E tra tre anni nascerà un unico "Polo Reale" La reggia di Venaria, capolavoro mondiale del barocco, sul punto di decollare dopo un restauro costato 200 milioni di euro. Palazzo Madama, edificio simbolo della storia della città dai romani a Filippo Juvarra, riaperto dopo 18 anni e preso d'assalto, con 100mila visitatori in 60 giorni. I musei di origine sabauda, collocati in centro lungo un asse di pochi chilometri, destinati a confluire entro il 2010 in un unico "Polo reale". E poi il Museo Egizio che nel 2006 quasi raddoppia il numero dei visitatori, superando ampiamente il mezzo milione. E lo stesso per quello del Cinema alla Mole Antonelliana. Il boom di turisti del periodo olimpico (un milione e mezzo nell'arco di poche settimane) sarà forse irripetibile, ma quell'onda lunga si fa ancora sentire. Come si è visto a Pasqua, con decine di migliaia di turisti. A Torino è in atto un forte risveglio culturale, la città sta cambiando faccia e identità. Ma quanto può ripercuotersi questo fenomeno sul piano economico? Per valutare l'impatto del "capitale culturale" l'amministrazione Chiamparino ha affidato una ricerca alla Facoltà di Economia, dipartimento di Economia Aziendale. «E' difficile quantificare i soldi investiti, l'effetto si misura sulla ricaduta sull'economia del territorio dice il professor Piergiorgio Re, che coordina un gruppo di ricercatori Tra gli indicatori utilizzati c'è il moltiplicatore culturale, ovvero il rapporto tra il Prodotto interno lordo della cultura e l'investimento fatto nel settore». Si è verificato così che se il Pil per il turismo culturale si assestava nel 2005 sui 2 miliardi, nel periodo olimpico ha raggiunto quasi 3. La reggia di Venaria aprirà i battenti a settembre, ma già si fanno le prime stime. Si aspettano, tra residenza, monumenti e parco, tra i 7 e gli 800 mila visitatori all'anno, con la prospettiva di raggiungere il milione nel 2011, l'anno delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia. La previsione è di assumere da subito 400 persone, con altre 400 coinvolte nell'indotto. A regime la gestione annuale sarà di 15 milioni, a fronte di entrate tra i 5 e i 6: «E' vero, c'è uno scarto di 9 milioni tra investimenti e ricavi, ma si calcola che l'indotto possa generare un giro d'affari di almeno 20 milioni annui, destinati a salire» dice Alberto Vanelli, direttore dei Beni culturali in Regione. E' ottimista anche Mario Turetta, ai vertici del Ministero Beni culturali per il Piemonte: «Qui a Torino gioca l'effetto sorpresa, molti turisti arrivano e si stupiscono che ci siano così tante cose da vedere. Nell'indotto poi un ruolo di rilievo lo svolgono le fiction e i film girati nelle residenze sabaude. Si è partiti nel 2002 con "Elisa di Rivombrosa" nel Castello di Agliè e oggi le location sono almeno 6, inclusi i palazzi Carignano e Reale, i castelli di Racconigi e Masino e Villa della Regina». Turetta si aspetta molto anche dal Polo reale: «Passare da una logica di settore a una più generalista significa catturare più pubblico: è l'economia di scala, trovi un'offerta più ricca a portata di mano e la cogli». Parole tradotte in numeri da Guido Guerzoni, docente di Economia e management dei Beni culturali alla Bocconi. Guerzoni ipotizza che la creazione del Polo comporti razionalizzazioni e risparmi di spesa pari al 15 del bilancio e che i ricavi, a fronte di almeno 350mila visitatori (erano 150 mila nel 2005 sommando i singoli musei), possano raggiungere i 2 milioni. Anche al Museo Egizio contano su maggiori entrate, grazie non solo all'aumento dei visitatori ( 85 nel 2006 e numeri altissimi anche nei primi mesi del 2007), ma anche al notevole incremento della vendita del merchandising: nel 2006 l'aumento rispetto al 2005 è del 64, salito ancora di un terzo nel primo trimestre di quest'anno. Tra tanto ottimismo, una voce fuori dal coro. Ugo Bacchella della Fondazione Fitzcarraldo, responsabile della raccolta dati sulle presenze nei musei per conto dell'Osservatorio regionale, invita alla prudenza: «E' vero, i numeri sono più che confortanti, ma le valutazioni sull'impatto economico sono difficili da fare. Sono ottimista sul lungo periodo, ma Torino non è Barcellona e nemmeno Firenze. C'è ancora parecchio lavoro da fare, gli albergatori per esempio non sono soddisfatti, la sensazione è che continui a prevalere un turismo culturale mordi e fuggi».
Dall'Egizio sino alle Regge per i musei è l'ora del boom
Il Palazzo Madama a Torino è stato preso d'assalto con 100mila visitatori in 60 giorni. I musei di origine sabauda, collocati in centro, destinati a confluire entro il 2010 in un unico "Polo reale". Il Museo Egizio ha superato il mezzo milione di visitatori nel 2006. Il Cinema alla Mole Antonelliana ha raggiunto un milione e mezzo di visitatori durante il periodo olimpico. A Torino si sta vivendo un forte risveglio culturale, con decine di migliaia di turisti. L'amministrazione Chiamparino ha affidato una ricerca alla Facoltà di Economia per valutare l'impatto del "capitale culturale" sul piano economico.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo