Ma la disputa con l'Italia per alcune opere non è ancora risolta La «Ferrari» etrusca, la stupenda biga in bronzo, probabilmente opera di un grande scultore greco del sesto secolo prima di Cristo, troneggia al primo piano della nuova ala greco-romana del Metropolitan Museum di New York, inaugurata ufficialmente ieri e che verrà aperta al pubblico venerdì. È un capolavoro assoluto, rinvenuto nel 1903 e venduto lo stesso anno al Metropolitan Museum, dopo un rifiuto da parte del British Museum. Monteleone di Spoleto, il paesino umbro nei pressi del quale il carro etrusco era stato ritrovato, vorrebbe recuperarlo, nonostante le autorità italiane non abbiano assolutamente l'intenzione di chiederne la restituzione. Si tratta infatti di un caso ben anteriore non solo all' entrata in vigore della legge italiana sul patrimonio, quella del 1939, ma anche di quella «colpo di spugna» del 1909, quando venne decisa una sanatoria di tutti i casi anteriori di trafugamenti di opere d'arte. Il caso è quindi ben diverso rispetto a quello del cratere di Eufronio, trafugato pochi anni fa a Cerveteri, nei pressi di Roma, e che presto verrà restituito dal Met all'Italia. Il prestigioso vaso dipinto, numero di catalogo L.2006.10, si trova tuttora in una delle sale vicino all'ala appena inaugurata, e sotto la didascalia, c'è il testo seguente: «Lent by the Republic of Italy», prestato dall'Italia. Un capitello ionico monumentale del tempio turco di Sardi dedicato ad Artemide accoglie il visitatore nelle nuove gallerie, con la sala delle sculture romane. La nuova ala del Met, inaugurata dopo 5 anni di lavori, è davvero impressionante: l'ex ristorante anni '50 del museo che ora ospita i capolavori greci e romani nell'ala sud del palazzo sulla Quinta Strada ha guadagnato un piano (il tutto è su due livelli), e soprattutto ha conquistato la luce zenitale. Il Met possiede una serie di eccezionali capolavori romani (molti dei quali nascosti per decenni) ora inseriti in una cornice musealmente molto dinamica, con ampio uso dell' interattività. Spiccano per esempio le sale affrescate di due ville pompeiane, Boscoreale e Boscotrecase, oltre ad una serie di marmi di altissima qualità, tra cui il sarcofago con il trionfo di Dionisio. Tra l'Italia e il Met, dopo anni di dispute, le cose vanno ora decisamente meglio anche se non tutto è stato ancora risolto. La disputa con l'Italia riguarda soltanto la collezione di Shelby White, la vedova del collezionista Leon Levy, che proprio in queste settimane sta negoziando direttamente con gli esperti del governo italiano. White e Levy sono due tra i grandi donatori del museo newyorchese, ma il conservatore del Met, Philippe de Montebello, ha garantito, già nei mesi scorsi, che nessuna opera sospetta verrà esposta o acquisita dall'istituzione. «Con l'Italia le cose stanno andando benissimo», conferma de Montebello. Vanno bene nonostante i sudori freddi provocati recentemente da uno dei suoi collaboratori, Carlos Picon, il curatore del Dipartimento dell'arte greca e romana del Met, che aveva recentemente pubblicato sul settimanale The New Yorker un duro attacco contro l'Italia, accusata tra l'altro di non occuparsi sempre come dovrebbe del suo patrimonio, che peraltro - sostiene - appartiene all'umanità. «Ero furioso - ci spiega Montebello - e ho immediatamente scritto a Francesco Rutelli (il ministro dei Beni culturali), per informarlo che non si trattava affatto della posizione ufficiale del Met. Ma non posso mettere il bavaglio ai miei curatori». Picon parla di malinteso, spiegando di avercela in realtà con alcuni archeologi, essenzialmente, britannici ed americani, che non amano affatto i grandi musei e fanno di tutto per ostacolarli.
Aprono le nuove gallerie greco-romane del Met
Il Metropolitan Museum di New York ha inaugurato una nuova ala greco-romana, che ospita capolavori come la Ferrari etrusca, una biga in bronzo del sesto secolo prima di Cristo. La disputa con l'Italia per la restituzione della collezione di Shelby White è in corso, ma le cose stanno andando meglio. Il Met ha garantito che nessuna opera sospetta verrà esposta o acquisita dall'istituzione. La nuova ala del Met è impressionante, con ampio uso dell'interattività e una didascalia che menziona la donazione della collezione di Shelby White, che è stata prestata dall'Italia.
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