Pompei. Il city manager della soprintendenza archeologica pompeiana, Luigi Crimaco, replica all'assessore regionale al Turismo e ai Beni Culturali, Marco Di Lello, accusandolo di «creare ulteriore caos nel caso Pompei». «Siamo alle solite - dice Crimaco - da circa due anni l'attenzione su Pompei è posta su problematiche inesistenti, presunti disaccordi o false discordie tra dirigenti, lasciando sullo sfondo i veri problemi, a cominciare dal degrado strutturale di buona parte della città antica. Il massimo del caos - continua il manager - si raggiunge poi quando ci si mette anche l'assessore della Regione Campania, Marco Di Lello, che con una naturalezza che lascia sconcertati, si lascia andare a dichiarazioni assurde». Queste le parole di Di Lello che hanno «infastidito» il direttore amministrativo: «Gli scavi meritano un alto livello di gestione - aveva detto l'assessore regionale - il soprintendente Guzzo ha capacità scientifica internazionalmente riconosciuta, per il resto c'è una straordinaria litigiosità amministrativa dalla cui responsabilità nessuno è esente, ne i sindacati né i dirigenti». Definendo, inoltre «una beffa» la proposta avanzata da Crimaco di affidare ai privati l'eventuale assunzione di personale per la vigilanza di alcuni siti negli scavi. «La Regione - ha ricordato ancora Di Lello - si è offerta più volte di provvedere con una propria società e aspettiamo ancora che il ministro Rutelli sottoscriva la proposta». Il city manager sostiene, invece, che tra lui e il soprintendente non c'è alcuna forma di antagonismo. «Come più volte affermato, sia da me che dallo stesso soprintendente Pietro Giovanni Guzzo - dice Crimaco - non esistono posizioni contrapposte a Pompei. Ed è ancora una volta il soprintendente Guzzo a smentire tali voci affermando che il nome di Crimaco è stato strumentalizzato. È quindi giunto il momento di fare chiarezza. Il programma della direzione amministrativa di aprire 10 case di recente restaurate a Pompei, attraverso un evento che metta in mostra vari momenti della vita quotidiana romana, è perfettamente in linea con quanto viene oggi fatto nei vari Poli Museali del ministero, tra cui il polo fiorentino, quello romano e quello napoletano». Sulla questione il city manager a sorpresa lancia un'alternativa alla sua proposta precedente (l'assunzione di 45 persone) avanzando l'ipotesi di affidare il controllo e la sorveglianza delle abitazioni, vista la carenza di personale addetta ai servizi di vigilanza che affligge la Sap (ci sono circa 400 unità in meno tra personale di custodia e personale amministrativo), «attraverso un progetto di produttività, su base volontaria, agli stessi lavoratori della soprintendenza. L'attività amministrativa della Sap ferve e non c'è nessuna impasse da cui uscire. È il caso, forse, di invitare l'assessore Di Lello ad una passeggiata negli scavi di Pompei per tentare di trovare insieme soluzioni adeguate alle complessità del sito, evitando sterili polemiche».