San Marzano di San Giuseppe e quel territorio di casali che sono stati italo-albanesi, elementi significativi di una ricerca che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha messo in cantiere i cui primi risultati si avranno già entro la fine dell'anno. La storia del popolo arbereshe (italo-albanese) è una storia che trova nelle identità delle culture mediterranee una chiave di lettura fondamentale. I paesi che registrano usi, costumi, lingua, tradizione e storia arbereshe in Italia sono 50. In Puglia ce ne sono tre: una in provincia di Tarante, San Marzano di San Giuseppe, e le altre due in provincia di Foggia: Chieuti e Casalvecchio di Puglia. C'è uno stretto legame, nei beni culturali dei paesi albanesi d'Italia, tra il patrimonio architettonico (il patrimonio storico -culturale) e il culto. Questo vuol dire che i beni culturali rappresentano, in tali territori, una espressione della condizione liturgica che si manifesta nella simbologia delle strutture. C'è da precisare un fatto che è significativo per queste comunità e si legge come un dato laico. Il centro storico è quasi sempre il centro abitato e il centro abitato è quasi sempre nel centro storico. Una splendida visione del genere si registra a Civita. Ma penso anche a Farneta, ad alcuni ambienti di San Marzano di San Giuseppe, ad alcuni paesi della siciliana Piana. Penso al paesaggio - presepe di San Paolo in Basilicata o a Ururi. Cioè il bene culturale che si percepisce nella storia delle abitazioni diventa una manifestazione della vivibilità e quindi una manifestazione del quotidiano e mai un retaggio antropologico. Ed è un fatto positivo che incide su quattro aspetti. Uno sociologico. Uno storico. Uno artistico. Uno documentario. San Marzano di San Giuseppe è una di quelle comunità etnico-linguistiche, la cui lingua Arbereshe è un patrimonio da tutelare e sul quale si sta lavorando attraverso un progetto finalizzato. Anche il Ministero per i Beni e le Attività culturali è interessato a queste comunità italo - albanesi. San Marzano è un paese della Puglia (ce ne sono altri che fanno parte del progetto ma sono estesi su le sette Regioni d'Italia che presentano realtà Arbereshe), che, in base alla Legge 48299, è entrato, con i suoi istituti scolastici, a far parte dei "Progetti finalizzati a scuole della minoranza linguistica Arbereshe". Si fa sempre più interessante riconsiderare le minoranze etnico - linguistiche. Tra queste minoranze, quella Arbereshe ha una sua valenza più corposa. Nella Chora tarantina c'è una scacchiera che presenta tasselli importanti. Va dato chiaramente anche uno sguardo a quei paesi della Puglia ionica che hanno perso la lingua e la tradizione Arbereshe. Hanno un'origine italo-albanese, infatti, alcuni paesi della provincia di Taranto, i quali si caratterizzavano per le forme di rito greco-ortodosso. Tra questi paesi si annoverano comunità come Carosino, Faggiano, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Roccaforzata, S. Crispieri, San Giorgio Jonico. Sono paesi che hanno perso la loro identità albanofona e le testimonianze risalenti ad una cultura Arbereshe sono ben poche. Solo San Marzano di San Giuseppe ha mantenuto una tradizione Arbereshe che è, comunque, oramai, anch'essa ben diversa da un percorso culturale e religioso greco -ortodosso. La sua eredità italo-albanese ha una consistenza storica, che non va dispersa e va difesa perché è parte integrante di un processo culturale ed esistenziale. San Marzano non può essere studiato soltanto dal punto di vista demo - antropologico. La realtà che presenta si inserisce in un quadro sistematico di recupero del bene culturale come espressione di un patrimonio da tutelare e da valorizzare. Ancora oggi, San Marzano è il paese con il più alto numero di abitanti rispetto a tutti gli altri che coprono l'Arberia. La Puglia, geograficamente, costituisce un territorio cerniera. Ieri (quando gli albanesi vennero in Italia, intorno al XV secolo) come oggi rappresenta un'area di frontiera. Queste comunità (San Marzano è un esempio) non sono solo una testimonianza storica ma tracciano un percorso identitario, attraverso il quale approfondire le radici e le ragioni di una diaspora. Il mondo albanese ci appartiene dentro questa immensa anima mediterranea. Non sono solo identità, i beni culturali, di una memoria che racconta la storia di una civiltà che è ormai solo memoria. Sono il tracciato di un futuro che si legge sulla dimensione di un rapporto fondamentale, appunto, tra cultura, economia e sviluppo. Solo così questi paesi arbereshe potranno continuare a raccontare storia e a difendere un patrimonio strutturale, antropologico, di idee. La storia dei paesi arbereshe è nella nostra capacità di saperla tutelare e valorizzare attraverso i simboli che sono costituiti dalle strutture. Le strutture sono i veri testamenti di una comunità. Sono i testamenti reali che segnano il futuro. Gli italo-albanesi (come realtà storica e culturale ricadente nel progetto delle minoranze etnico - linguistiche) sono portatori di identità. Un patrimonio che va considerato fortemente dal punto di vista culturale: il Territorio tarantino occupa un posto considerevole proprio per ciò che è stato.